Torino, bar chiude per troppi migranti, proprietaria in lacrime: “Grazie Appendino”



Condividi!

“In questi ventitre anni abbiamo fatto enormi sacrifici, ma adesso non ce la facciamo più. Il quartiere è degradato, alle otto c’è il coprifuoco e nessuno viene più nel nostro bar”. Marisa Di Bella, 46 anni, proprietaria insieme al marito Alessandro Claverio del Bar Alexander di via Giordano Bruno, ha le lacrime agli occhi. Lo scorso 20 dicembre i coniugi hanno preso la decisione più difficile della loro vita, chiudere il bar che per oltre due decenni è stata non solo l’unica fonte di reddito, ma anche la loro casa.

“L’occupazione delle palazzine dell’ex Moi ha distrutto un quartiere che negli anni Novanta era vivo – spiega Marisa – ora la gente non viene più, i negozi continuano a chiudere e il Comune non fa nulla. Con mio marito abbiamo deciso di abbassare la saracinesca, dal 2012 fatichiamo a pagare le tasse, in questo modo non possiamo assicurare un futuro dignitoso ai nostri figli”.

Torino, Appendino regala palazzine olimpiche a occupanti abusivi

In via Giordano Bruno insieme alla signora ci sono gli esponenti cittadini di Fratelli d’Italia: “Mentre la sindaca Appendino brinda a Palazzo civico – dice Maurizio Marrone – qui chiude un’attività storica e una famiglia italiana ne paga le conseguenze. La situazione all’ex Moi è gravissima, i migranti stanno rioccupando le cantine sgomberate le scorse settimane, per non parlare delle arcate abbandonate. La giunta Fassino nel 2015 aveva approvato una delibera per la nascita di un polo di ricerca universitario, ma poi non se ne fece più nulla. Ora al posto di questo bar aprirà l’ennesima attività che contribuirà a degradare ancora di più il quartiere”.

VERIFICA LA NOTIZIA

“Negli ultimi mesi – conclude Marisa – ho chiesto più volte aiuto alla sindaca come donna e come madre di due figli, ma non ho mai ricevuto risposta. Io e mio marito abbiamo fatto sacrifici enormi per tenere aperto il bar 24 ore su 24, adesso perdiamo tutto e non sappiamo davvero cosa fare”.

PD, Chiesa e ora anche la Appendino (con la collaborazione dei cittadini torinesi) stanno distruggendo una città.

Lascia un commento