Trump taglia fondi a Onu, Italia stacca assegno di 226 milioni di dollari

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Lo aveva annunciato e ieri ha mantenuto la “promessa”. Gli Stati Uniti preparano un taglio di 285 milioni di dollari dei fondi che avrebbero dovuto versare all’Onu per il prossimo anno.

“L’inefficienza e le spese facili delle Onu sono ben note – ha denunciato l’ambasciatore americano all’Onu, Nikky Haley – non consentiremo più che la generosità del popolo americano sia sfruttata”.

Il bilancio Onu è di circa 5,4 miliardi di dollari l’anno. La mossa è la prima rappresaglia americana al voto di tre giorni fa con cui l’Assemblea Generale ha bocciato la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele e di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv. Sono stati ben 128 i Paesi, tra cui l’Italia insieme alla totalità dei Paesi più importanti dell’Unione europea, a votare contro.

Prima e dopo il voto all’Assemblea Generale dell’Onu gli Usa avevano promesso che si sarebbero ricordati di chi gli ha voltato le spalle.

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Con una quota del 22 per cento del bilancio ordinario (654 milioni di dollari nel 2015) gli Stati Uniti guidano la graduatoria dei grandi contributori al bilancio ordinario dell’Onu. In pratica taglierebbero i contributi di 1/3.

Con un totale di oltre 226 milioni di dollari, l’Italia è nella “top ten” dei grandi contributori delle Nazioni Unite.

Il nostro Paese ha pagato 120.699.353 al bilancio ordinario dell’Onu, al settimo posto nella graduatoria dei contributori. E non siamo il settimo Paese in quanto a popolazione.

L’Italia, che e’ il primo contributore di caschi blu tra i Paesi WEOG (Western European and Others Group) alle missioni di pace dell’Onu, e’ al settimo posto anche per i contributi al bilancio del peacekeeping con 105.561.525 milioni.

Manteniamo un sistema parassitario e sovranazionale che poi, per bocca di uno dei suoi burocrati al quale paghiamo un lauto stipendio, ci dice che siamo idioti perché non approviamo lo ius soli.




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