Giappone da record, Zero Immigrati e Zero Disoccupazione



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Il tasso di disoccupazione in Giappone a novembre è sceso al livello più basso dal novembre 1993.

I dati ufficiali pubblicati oggi sono uno schiaffo ai cultori dell’immigrazione, praticamente inesistente nel Sol Levante.

I dati pubblicati dal governo evidenziano che la disoccupazione lo scorso mese si è attestata al 2,7% della forza lavoro, mentre il rapporto tra posti di lavoro e richiedenti a novembre è leggermente migliorato, in rialzo dello 0,01% a 1,56 novembre il livello più alto da quasi 44 anni. Gli ultimi dati giungono in un momento in cui il Giappone ha registrato sette trimestri di crescita economica, la più lunga corsa positiva da 16 anni.

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“Si prevede che l’economia giapponese continui ad espandersi nella prima metà del prossimo anno”, ha dichiarato all’AFP Masaki Kuwahara, senior economist presso Nomura Securities. La fiducia tra i maggiori produttori giapponesi si trova ai massimi da 11 anni, come emerge da un sondaggio della banca centrale pubblicato all’inizio di questo mese, mentre l’economia numero tre al mondo prende accelera.

L’immigrazione non solo non serve, è una palla al piede. I Giapponesi sanno che non puoi sostituire una forza lavoro con QI di élite con una a livello del piano terra, perché la produttività crollerebbe come sta crollando in Europa, con conseguente impoverimento. La soluzione per l’invecchiamento della popolazione è una: robotica.

Intanto in Italia, dove l’immigrazione porta ricchezza, abbiamo una disoccupazione di oltre il 12%, senza contare i precari. Ovvero 6 volte quella giapponese. Dai, diteci ancora che sono risorse.



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