IlSole24Ore: gli scioperi sono inutili solo per gli altri

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Dal “Fate Presto” ai continui scioperi: così finisce l’eurista Sole 24 Ore

Tagliare i costi e aumentare le vendite: non era questa la ricetta che l’organo ufficiale di Confindustria propagandava urbi et orbi per affrontare la crisi? Una soluzione perfettamente in linea con le problematiche dell’euro e della necessità di attingere al campionario noto come svalutazione interna al fine di compensare le rigidità del cambio fisso.

O così o di nuovo recessione, tertium non datur. Peccato che, quando poi tocca a loro, dalle parti del Sole 24 Ore non sembrano così tanto entusiasti di sposare quella linea. Tanto da mettere in scena il secondo sciopero in pochi mesi dopo quello dello scorso marzo. Un’agitazione di due giorni appena prima del Natale – e con la finanziaria appena approvata dal governo, notizia “bucata” da quello che è il principale quotidiano economico italiano – per protestare contro la “decisione dell’azienda di disdettare unilateralmente un accordo integrativo, con l’immediata conseguenza di un taglio delle retribuzioni”. Disdetta che i membri del comitato di redazione ritengono “ingiustificata perché arriva a soli 10 mesi dalla firma di uno stato di crisi che ha condotto all’uscita 35 colleghi, con sensibili risparmi”. Eccoli, i tagli che tanto hanno auspicato per far ripartire le aziende italiane. Fra le quali, sia detto per inciso, ricade anche lo stesso Sole 24 Ore che ha accumulato negli ultimi anni qualcosa come 350 milioni di rosso ed è ancora nelle edicole solo perché, nonostante gli scandali, ha appena completato l’ennesimo aumento di capitale.

Intendiamoci: uno sciopero è sempre un fallimento, perché è sintomo di una situazione di crisi che può sfociare in tagli che incidono sulla carne viva dei lavoratori. Proprio questo rischia di accadere dalle parti di via Monte Rosa, dove la dirigenza ha annunciato di voler ridurre di almeno il 30% il costo del lavoro. L’uscita unilaterale dal contratto integrativo sembra dunque solo il primo passo di una nuova rivoluzione per la quale non sembra essere bastato il cambio di passo nella gestione.




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