Bergoglio anche la notte di Natale: “Gesù era un profugo”

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E’ senza speranza, è una persona ossessionata. Ad una certa età, c’è chi si fissa con le auto in sosta, lui si è fissato con i migranti.

«La fede di questa notte ci porta a riconoscere Dio presente in tutte le situazioni in cui lo crediamo assente e ci spinge a dare spazio a una nuova immaginazione sociale, a non avere paura di sperimentare nuove forme di relazione in cui nessuno debba sentire che in questa terra non ha un posto». Con queste parole Papa Francesco ha rinnovato il suo appello alla solidarietà sociale e in particolare all’accoglienza dei migranti nella messa della Notte di Natale da lui presieduta in San Pietro.

«Nei passi di Giuseppe e Maria – ha sottolineato Bergoglio – si nascondono tanti passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire. Vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra».

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«In molti casi – ha scandito il Papa – questa partenza è carica di speranza, carica di futuro; in molti altri, questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza. Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente».

«Maria e Giuseppe, per i quali non c’era posto, sono i primi – ha poi concluso – ad abbracciare Colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza. Colui che nella sua povertà e piccolezza denuncia e manifesta che il vero potere e l’autentica libertà sono quelli che onorano e soccorrono la fragilità del più debole».

Se proprio vogliamo utilizzare la nascita di Gesù come un mezzo per interpretare l’oggi, Maria e Giuseppe fuggivano una persecuzione personale, per questo sono andati nel territorio fuori dal controllo di Erode che, a voler essere fiscali, era comunque non oltre frontiera. E non sono andati a farsi mantenere, sono tornati il prima possibile, perché Gesù doveva nascere dove erano nati loro.

Come si possa paragonare i giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria, con la storia rappresentata nel Presepe, sfugge a chiunque abbia un minimo di cervello. E di pudore. Arriveremo ad odiare i profughi veri, con questo assurdo e insistente tentativo di spacciare i clandestini per gente che fugge le persecuzioni.

Ma, probabilmente, Bergoglio ignora che Cristo nasce e viene censito nella terra dei suoi avi, secondo il più stretto legame di Ius Sanguinis.




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