Stupri al Forteto: Fiesoli condannato, ma il livello politico l’ha fatta franca

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Con alcune prescrizioni e la conferma dei risarcimenti per le vittime, la Cassazione ha in buona parte confermato il verdetto della corte di Appello di Firenze sulle violenze nella comunità degli orrori di recupero per giovani il Forteto.

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Ci sarà un appello bis per il principale imputato, Rodolfo Fiesoli, condannato in appello a 15 anni e 10 mesi di reclusione, limitatamente a un capo d’accusa su una violenza sessuale. La pena sarà ricalcolata, ma il resto delle accuse e’ confermato. Prescrizione totale per Luigi Goffredi, condannato in appello a sette anni. Respinti i tentativi delle difese di annullare tutto il processo. Le violenze sono iniziate nel 1975 e sono durate per circa 30 anni.

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Ma il terzo livello, come lo avrebbe definito Falcone, quello politico-giudiziario, non è mai stato trovato. Perché non è mai stato indagato.

Eppure le complicità erano evidenti. Non si poteva stuprare per anni, senza connivenze politiche. Non si poteva continuare a riceve bambini in affidamento, nonostante le denunce di stupri, senza connivenze nella magistratura.

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Il Forteto è stato un anticipo della legge Cirinnà. Erano all’avanguardia. Poi, la loro parte politica è andata al governo, e ha fatto leggi.

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