Preside vieta il Presepe: “Alunni cristiani sono minoranza”

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Un Dirigente scolastico di un Comune limitrofo al mio (provincia Pordenone ndr..), qualche giorno fa ha optato per abolire il presepe nelle scuole dell’Istituto Comprensivo da lui diretto, per sostituirlo con gli alberi di Natale, quali simbolo universale, togliendo quindi il significato stesso del Natale, cioè la nascita di Gesù, per una generica Festa universale. Tale scelta adducendo come motivazione la presenza nelle scuole di tanti alunni stranieri o comunque non Cristiani.

Mi domando: a parte il fatto che ad essere discriminati sono proprio i bambini Cristiani che lui definisce una minoranza, ma che, se anche così fosse, trova il suo diritto in una tradizione religiosa e culturale millenaria; ma nessuno ha spiegato a quel Dirigente, che il Natale è di per sé una Festa religiosa, altrimenti non esisterebbe?

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Rinnegare questo significato per sostituirlo con un qualcosa di generico, per una falsa idea di integrazione, è ancora una volta un passo sbagliato che va contro il rispetto per la cultura che ci appartiene e che non dovrebbe essere svenduta per il quieto vivere, ma valorizzata, amata e rispettata. Certamente, in altre Nazioni, ciò non succederebbe di sicuro! Per concludere vorrei citare una frase di Papa Francesco, pronunciata e ribadita con forza domenica scorsa all’Angelus che dice: .. non togliete Gesù dal Natale, . Gesù è il Natale!

Popolazioni diverse portano tradizioni diverse. Non sopravviverà nulla del nostro retaggio, se non sopravviveremo noi come popolo. E’ un’illusione, pensare di ‘integrare’ qualcuno: le culture non si integrano, una sostituisce l’altra attraverso il conflitto. Nel nostro caso, per sostituzione demografica.

In questo senso, non dobbiamo mai dimenticare che il divieto del Presepe non è il problema, ma il simbolo di un problema profondo: ci stanno sostituendo.




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