PD sgombera i terremotati dagli hotel: “Se restate dovete pagare”

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Come tutti sappiamo, le casette sono ancora un miraggio nelle zone terremotate. Ma questo no ha fermato, tre giorni fa, il dirigente della Regione Umbria (PD) Alfiero Moretti, da inviare una mail ai terremotati per informarli che dalla fine dell’anno dovranno lasciare gli hotel in cui sono stati parcheggiati in attesa della costruzione definitiva delle Sae, termine burocratico per le casette provvisorie che Renzi aveva promesso per Natale dell’anno scorso.

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“Siamo ormai prossimi alla conclusione dell’installazione e assegnazione delle Sae previste per la fine di quest’anno – scrive il dirigente nella missiva recapitata agli sfollati negli alberghi su Lago Trasimeno – e pertanto si rappresenta, anche a seguito di sollecito del Dipartimento nazionale della Protezione civile sul contenimento delle spese, che la sistemazione alberghiera transitoria avrà termine il 31 dicembre”. E quindi “per tali cittadini, dal giorno 31 dicembre p.v., non verrà più garantita l’ ospitalità presso strutture alberghiere e coloro che continueranno ad usufruire dovranno provvedere, dalla succitata data, al pagamento del soggiorno”.

Mica sono fancazzisti africani in fuga dalla guerra in Siria, che possono gozzovigliare in hotel a spese dei contribuenti per anni. Sono solo terremotati italiani.

“Tutti i soggetti che non hanno avanzato istanza di assegnazione delle Sae per mancanza del titolo di accesso o per scelta personale, – continua la missiva – entro il 31 dicembre 2017 dovranno accedere al Cas individuando per tempo utile la soluzione abitativa. Si rammenta a tal proposito che le famiglie proprietarie o affittuarie, la cui abitazione ha un esito di inagibilità possono stabilirsi in un’abitazione alternativa usufruendo del contributo per l’autonoma sistemazione in attesa di ricostruire la propria abitazione. Conseguentemente per tali cittadini, dal giorno 31 dicembre, non verrà più garantita l’ospitalità presso strutture alberghiere e coloro che continueranno ad usufruirne dovranno provvedere, dalla succitata data, a proprio carico al pagamento del soggiorno. La struttura alberghiera prendendo atto del presente comunicato interromperà ogni assistenza alberghiera a partire dal 31 dicembre 2017 nei confronti del soggetto in indirizzo e del familiare, e dopo tale data non sarà più abilitata ad inserire nella piattaforma informatica ‘Designa’, di gestione dell’assistenza alberghiera alla popolazione, i trattamenti relativi ai suddetti cittadini”.

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Al che, il consigliere regionale del M5S Andrea Liberati ha fatto notare: “Non è vero quanto affermato nella lettera della Regione Umbria, secondo cui si è prossimi alla conclusione e assegnazione delle “casette”, le cosiddette Sae. In Umbria siamo a 391 su 784 o 758 o 776 o a piacere, perché i dati sono “ballerini” tra i Comuni di Norcia, Cascia e Preci”. Ed è vero, basta leggere i numeri ufficiali:

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“La gestione delle famiglie sfollate torna dunque al fai-da-te – protesta Liberati – in condizioni affatto facili. Infatti, pur avendo costoro diritto al Cas, l’esiguo contributo di autosistemazione, se poi non trovassero lavoro non avrebbero nulla da comprare, a partire dal cibo: sarebbe, il loro, un tenore di vita decisamente diverso da quello assegnato ai soliti noti, grazie a certi appalti. Ecco come le istituzioni hanno a cuore questi cittadini, sacrificati sull’ara degli affari di Stato & Regioni, dei compagni & compari di sempre”.




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