Twitter dà il via alle purghe: sospeso account retwittato da Trump

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Nel giorno del compleanno di Stalin, Twitter stringe la cinghia intorno alla libertà di espressione: per il vostro bene, naturalmente. In principio era Facebook, e il motivo è sempre lo stesso: limitare quello che definiscono ‘hate speech’. Ma in democrazia non esiste ‘hate speech’, perché tutto è ‘free speech’, tranne, ovviamente, le minacce di violenza credibile.

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Una delle prime vittime di questa purga stalinista di Twitter è Jayda, vice di Britain First, che era stata retwittata dal presidente degli Stati Uniti Trump poche settimane fa:

L’unico motivo per il quale non eliminano l’account di Trump è che non se lo possono permettere, un’ora dopo chiuderebbero. Allora fanno terra bruciata intorno. The Donald deve intervenire sui baroni di Silicon Valley (già iniziato con la fine della Net Neutrality che li avvantaggiava) regolandoli come utility che non possono bannare qualcuno perché contrario alla loro ideologia perversa.




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