Migranti aggrediscono automobilisti, Carabinieri impotenti: “Non possiamo fermarli” – VIDEO



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Ieri la notizia dei finti profughi che bloccano la via Emilia, vicino Milano, per diverse ore:

PROFUGHI ERIGONO BARRICATE, STRADA BLOCCATA PER ORE – VIDEO

Se voi bloccaste una strada, vi arresterebbero. Loro no. Gli agenti sgridano in malo modo gli automobilisti che vogliono tornare a casa o andare a lavorare, per mantenere anche quei fancazzisti che si permettono di erigere barricate lungo le nostre strade. Anzi, guardano mentre vengono aggrediti:

Il personaggio in divisa, ottimo rappresentante di uno Stato in putrescenza, dice agli aggrediti: “Ve lo avevo detto di rimanere lì”, e indica con il dito. L’altro carabiniere dà il senso di totale impotenza dicendo: “Ce la fai te a passare?”. Poliziotti e Carabinieri inviati sul territorio con l’ordine di fare nulla, sennò il migrante si offende.

Oggi la notizia che non c’è stato alcun provvedimento contro gli Africani. Anzi, pagheremo anche i loro avvocati per il ricorso al rifiuto di dare loro Asilo:

Rifugiati in subbuglio, una ventina di migranti sono scesi per strada e hanno bloccato la via Emilia per due ore. A scatenare la protesta è stato il mancato riconoscimento della protezione internazionale per cinque persone, una procedura che avrebbe loro garantito di poter essere accolti in Italia con lo status di rifugiati. E invece, dopo mesi di attesa, la commissione territoriale che decide la sorte dei richiedenti asilo ha rigettato la richiesta. Un rifiuto che, di fatto, interromperà presto l’accoglienza all’Hotel Ambra di San Zenone e farà entrare i cinque migranti nel girone dei Centri di identificazione ed espulsione, in attesa di ricevere un decreto di respingimento e l’ordine di rimpatrio. A organizzare la protesta sono stati i compagni di avventura di questi cinque richiedenti asilo che, nel timore di finire nei guai, non sono scesi per strada.

E così ieri pomeriggio, intorno alle 14.30, circa venti uomini sono usciti dall’Hotel Ambra – un albergo dismesso trasformato in un centro di prima accoglienza sull’onda dell’emergenza di qualche anno fa – e hanno invaso la rotatoria lungo l’ex statale 9. Erano arrabbiati e stanchi dall’estenuante attesa di un documento che avrebbe dovuto arrivare da mesi. “Non è giusto che i nostri amici siano stati trattati così, arrivano come noi da Paesi africani in guerra e avevano diritto a essere accolti. È uno sbaglio, siamo tutti nella stessa situazione”, hanno detto alcuni dei manifestanti. “Vogliamo solo lavorare e rifarci una vita – hanno aggiunto -, non chiediamo altro che poter uscire da questo centro di accoglienza e trovare un lavoro onesto”. Secondo la “road map” del ministero dell’Interno, la commissione territoriale dovrebbe decidere la sorte dei richiedenti asilo entro 180 giorni dalla loro richiesta. In realtà i tempi sono molto più lunghi e ci sono richiedenti che attendono oltre un anno prima di ricevere la risposta.

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In caso di rifiuto, di solito le associazioni che gestiscono i centri di accoglienza si fanno carico dei ricorsi. La speranza dei manifestanti è proprio questa: ovvero che l’associazione Fratelli di San Francesco di Assisi, che gestisce la casa di accoglienza di San Zenone, possa presentare ricorso per aiutare questi cinque giovani uomini a ottenere il riconoscimento dello status di rifugiati. Non è la prima volta che l’Hotel Ambra diventa teatro di proteste: dalle manifestazioni leghiste che chiedevano la chiusura del centro alle proteste interne per le condizioni di vitto e alloggio. La presenza di un centro di accoglienza a San Zenone continua a fare discutere. L’albergo – che ospita circa 150 persone provenienti dall’Africa subsahariana – avrebbe dovuto tamponare un’emergenza ed essere sgomberato entro un anno e mezzo. Invece, il tempo corre veloce e quell’albergo è ormai diventato un centro di accoglienza permanente.

Se lo ritenete normale, votate PD.

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