Facebook va alla guerra di Bosnia: bloccati migliaia di profili

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La Nuova Bussola Quotidiana, giornale online di identità cattolica, lancia un nuovo allarmante caso di censura su Facebook.

Migliaia di profili Facebook, prevalentemente di utenti e portali on-line croati vengono bloccati d’autorità. Ciò accade per avere ritenuto ingiusta la sentenza della Corte di Appello del Tribunale Internazionale dell’Aja con la quale sono stati condannati sei croati, politici e militari, responsabili della Repubblica croata di Herceg-Bosna ai tempi della guerra degli anni Novanta, e avere espresso solidarietà e cordoglio per la morte di uno dei sei condannati, il generale Slobodan Praljak, suicidatosi in aula ingerendo un veleno dopo che era stata confermata la sua condanna.

Non sorprende. Facebook è in balia di algoritmi di ‘estrema sinistra’, perché gli algoritmi funzionano per come li programmi. Se prevedi il blocco del profilo per chi pubblica un articolo in cui si espone contro le adozioni gay, allora l’algoritmo chiuderà tutti qui profili che osino esporsi in quella direzione.

E’ quindi una scelta politica. Altrimenti non sarebbe bastato un articolo privo di senso di un giornale gossipparo americano di estrema sinistra a far chiudere la pagina di DirettaNews, mentre un giornale di fake news come Repubblica – ma ne citiamo uno per non citarli tutti – continua a diffondere senza controllo notizie false.

Del resto Facebook è il rappresentante perfetto della Globalizzazione della stupidità. Non può non censurare chiunque si opponga.




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