Presepe, a Udine Gesù è clandestino e nasce sul barcone



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Niente da fare, il fanatismo uccide la tradizione. A Udine, nella parrocchia di San Quirino, Gesù bambino sarà un clandestino, magari islamico, uno di quelli che vengono a delinquere in Italia.

Sul laghetto che si affaccia sulla strada, i cuckold hanno già allestito la scenografia: Giuseppe e Maria nella capanna, in lontananza si vedono i Re Magi che sbucano dietro gli alberi che fanno da sfondo alla chiesa di Santa Chiara fresca di restauro, due pastori agli angoli e al centro una zattera pronta ad accogliere Gesù. O quello che loro dicono essere Gesù.

La descrizione di quello che avverrà è delirante:

Il simbolo della cristianità sarà portato in via Gemona al termine della Santa Messa del 24 dicembre (in programma alle 22) da Alberto Sabatini, volontario della parrocchia, che si calerà in acqua – il laghetto è stato riempito negli ultimi giorni grazie al lavoro di pulizia fatto dalla Provincia, che il parroco vuole ringraziare – davanti alla folla presente alla vigilia del Santo Natale.
Un pannello sulle sponde del laghetto ricorda il tema: «Chi nasce in barca, chi muore in barca, chi guadagna sulle barche, chi salva le barche. Tutti siamo sulla stessa barca».

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Spendono anche soldi pubblici per fare queste invereconde sceneggiate pro-invasione.

A spiegarne il significato è il parroco, don Claudio Como:«Abbiamo cercato di legare l’attualità alla storia – continua il presule – e al mistero della nascita di Gesù che per noi è fratello di ogni uomo e ogni donna di questo mondo. Credo che nascendo così su una zattera e mostrando questa realtà possiamo veramente sentirci fratelli di tutti».

Sarai tu, fratello dei clandestini.



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