Igor è la faccia assassina di Schengen: libera circolazione di delinquenti



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La vicenda di Igor è la perfetta esemplificazione di cosa è Schengen: la libera circolazione di uomini e beni tra i Paesi Ue. Igor è la faccia assassina delle delocalizzazioni in Romania: le fabbriche e i call-center espatriano, i delinquenti vengono qui e possono muoversi liberamente da un Paese all’altra attraverso frontiere che non esistono più.

Perché una cosa è uccidere e poi nascondersi in altre città italiane, dove la pressione mediatica ti rende un fuggitivo costretto a nascondersi da tutto e tutti, altra, è invece passare in un altro Paese, dove quella pressione mediatica non esiste. E per arrivare in Spagna, prima di Schengen, avrebbe dovuto passare due frontiere, troppo rischioso. Sicuramente più rischioso di oggi.

Schengen piace solo ai politici e ai media di distrazione di massa. Non agli italiani. Lo registrava, tempo fa, persino un sondaggio di un istituto vicino all’establishment, SWG.
Alla domanda se sono giusti o meno le sospensioni alla libera circolazione decise da alcuni Paesi Ue, ecco le risposte:

sonda

E non ci sono controindicazioni economiche al ripristino delle frontiere 'interne'. La fine di Schengen e la reintroduzione dei controlli alle frontiere dovrebbe portare ad una riduzione degli scambi commerciali. Ma “questi costi rappresentano solo una piccola parte dei costi dell’immigrazione di massa incontrollata “, ha detto il professor Gabriel Felbermayr, parlando della Germania, ma lo stesso vale per l’Italia.

Inoltre non è detto che la riduzione degli scambi commerciali sia un danno. Sarebbe, sicuramente, un danno per le multinazionali che hanno delocalizzato in Romania, ad esempio, costrette a riportare alcune produzione in Italia, ma non per i lavoratori che sarebbero riassunti.

Gabriel Felbermayr, coautore dello studio IFO con Jasmin Gröschl, fa i conti. La chiusura di Schengen costerebbe alla Germania 15 miliardi di euro in termini di (iniziale) minore crescita, ma i costi da ‘immigrazione’ per il solo 2016 in Germania sono previsti superare i 21 miliardi di euro.

Per la UE nel suo complesso, la minore crescita sarebbe di appena il 5 per mille. E un costo annuo di circa 66 miliardi di euro: nulla rispetto ai minori costi sociali causati dall'immigrazione.

Costi derivati dal maggior carico dei trasporti per le importazioni. Ma costi, che potrebbero fungere come ‘dazi indiretti’ e causare un reintegro di produzioni delocalizzate.
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