Igor arrestato in Spagna dopo 3 morti, moglie di una vittima: spero sconti la pena – VIDEO



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“Spero che sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma”. Lo ha detto Maria Sirica, vedova del barista Davide Fabbri, prima vittima di “Igor il russo”, dopo aver appreso dell’arresto del latitante slavo in Spagna, a Saragozza.

La località della cattura si trova nella zone di El Ventorrillo, tra le città di Terruel in Andorra ed Albalete del Arzobispo, a sud di Saragozza.

Le vittime, riferisce il quotidiano spagnolo El Pais, sono i due agenti della guardia civil (Victor Romero Perez, 30 anni, e Victor Jeus Caballero Espinosa, 38 anni) che facevano parte di una squadra del distaccamento di Alcaniz dedicata ad indagini sui furti nell’ambiente rurale, come fattorie o allevamenti di bestiame. Entrambi erano senza uniforme. La terza vittima è José Luis Iranzo, un proprietario di ranch che stava accompagnando i due agenti alla ricerca di un uomo che il 5 dicembre aveva assaltato una fattoria ad Albalate del Arzobispo e che aveva ferito due persone. Quel giorno un uomo di 72 anni aveva tentato di entrare nella sua casa di campagna, accompagnato da un fabbro, per cambiare la serratura che da alcuni giorni risultava bloccata. I due erano quindi stati sorpresi da un uomo, probabilmente Igor, che gli ha sparato a bruciapelo, ferendo il fabbro a un braccio e il proprietario della casa nel fianco.

“Era in uniforme e armato” – Al momento della cattura, “Igor il russo” era “vestito in uniforme e pesantemente armato” con le armi rubate agli agenti della Guardia Civil uccisi ieri sera in una sparatoria. Lo riferiscono fonti dell’inchiesta citate da El Mundo online. Le stesse fonti sostengono che l’uomo “sapeva dove sparare perché ha ferito mortalmente le due guardie nonostante indossassero giubbotti antiproiettile. Gli agenti non hanno avuto il tempo di sparare”.

Senza Schengen, Igor non avrebbe mai ucciso ancora, ma senza frontiere, i delinquenti si divertono.

L’Europa di Schengen, dove i confini interni sono scomparsi, è il paradiso della criminalità: prima di Schengen, se uccidevi in Italia, non potevi passare il confine, cercavi di nasconderti da qualche parte, ma eri braccato, ora puoi passare il confine come se tu passassi da una città italiana ad un’altra, ed è ovvio che poi diventa più facile sparire. Infatti in Spagna lo hanno preso solo perché ha ucciso ancora, non perché lo cercassero su mandato italiano.



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