Bimba chiede a maestra perché niente Presepe: “Per rispetto dei tuoi compagni islamici”

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“La mia piccolina chiede alla maestra perché all’asilo non fanno il Presepe e lei risponde ‘Perché ci sono dei bambini che non la pensano come noi e per rispetto facciamo l’albero e viene Babbo Natale per tutti’. Io rifletto…

Ci lamentiamo spesso che i nostri figli (e noi prima di loro) non comprendono il vero e profondo significato del Natale che oggi per molti ha un valore esclusivamente materiale, i regali, la cena della vigilia, le vacanze in montagna… A Natale si onora la nascita di Gesù, se per rispetto di chi a Gesù non crede, non può essere allestito il Presepe nelle scuole, che senso ha tenerle chiuse dal 24 dicembre al 6 gennaio? Per “rispetto” di chi non crede alla storia che il Presepe raffigura, allora le scuole andrebbero tenute aperte, così da non costringerli a sottostare ad una usanza che non gli appartiene… Rifletto da stamattina… Rifletto ma non ne vengo a capo”.

Questa la “riflessione” di una mamma senigalliese postata sul social alla scoperta che nella scuola della figliola non avrebbero fatto il Presepe.

Niente Presepe perché “offende”, niente canzoni natalizie perché “disturbano”, un bel Presepe “nero” in bella mostra a piazza Roma, sperticate parole per far digerire lo “Ius Soli”, aperture buoniste a destra e a manca per l’invasione che stiamo subendo, ma… ma qualcuno si ricorda che questo Paese si chiama Italia ed è abitato da Italiani che hanno la loro storia, la loro cultura e le loro tradizioni?

Cari buonisti, perbenisti, politici, Sindaci, insegnanti e chi più ne ha più ne metta, il voler a tutti i costi “soffocare” il nostro Dna è aberrante, e lo è ancora di più perché professato e attuato da Italiani. Ma se vi piacciono tanto “altre culture” e altri “stili di vita”, perché non fate la valigia e ci andate a vivere? Siete così stupendamente bravi, buoni e umani che vi trovereste nel vostro habitat idilliaco.

La vostra ipocrisia è a dir poco stellare! La mamma che “riflette” giustamente si chiede per quale motivo una scuola che non vuole fare il Presepe per “rispetto” rimane chiusa dal 24 dicembre al 6 gennaio. Tenetele aperte e lavorate per chi si potrebbe offendere. Perché farsi 15 giorni di ferie pagate quando questo potrebbe infastidire altre culture?

Perché si deve “forzatamente” cancellare dal nostro Paese la nostra tradizione e cultura? Perché in un momento difficile quale quello attuale dobbiamo privare i nostri giovani di un messaggio di pace e speranza? Da troppe parti ormai, Europa in primis (per interessi economici), assistiamo a continui tentativi di distruggere le identità nazionali per immolarle sull’altare di una migliore e più pacifica convivenza tra i popoli, ma pensate veramente che sia la strada giusta? No, noi crediamo che non lo sia, perché solamente facendo conoscere ai nostri giovani il vero significato dei valori e della cultura nazionale potremo dar loro le chiavi per meglio comprendere tradizioni e idee da loro completamente differenti.

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Morale della favola, un Presepe in più nelle scuole non guasterebbe e non offenderebbe nessuno, e ben venga, in questo senso, l’iniziativa del Sindaco di Sesto San Giovanni che ha regalato un Presepe a tutte le scuole della città per difendere la nostra identità. Ben venga anche l’iniziativa dell’on Orrù che ha invitato i Dirigenti scolastici della Sardegna ad attivarsi affinchè i ragazzi nelle scuole elementari e medie dell’Isola siano coinvolti in attività extradidattiche volte a valorizzare la tradizione del Natale.

A Voi “distruttori” di identità e valori vogliamo ricordare che modificare o censurare usanze, simboli, tradizioni e quanto altro, presumendo che sia “politicamente corretto”, è completamente sbagliato e porta a meccanismi, figli della paura, che accrescono le divisioni e riducono la libertà. E’ molto più importante ridare valore al Presepe che correre dietro ai fantasmi…




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