Esplosione in Austria: flussi ripartiti già ieri sera, solo emergenza mediatica per imporre TAP

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I flussi di gas dal gasdotto Trans Austria Gasleitung attraverso le linee che transitano da Tarvisio (Udine) sono ripresi ieri sera alle 21. E’ quanto conferma un portavoce di Snam a seguito dell’esplosione dell’impianto di distribuzione di Baumgarten an der March (Austria) nella mattinata di ieri, che aveva bloccato la distribuzione di metano in Italia. Snam aveva già annunciato la ripresa dei flussi entro la mezzanotte.

Il che dimostra come non ci sia alcuna emergenza, e che questa sia stata un’operazione puramente mediatica per creare allarme e imporre il gasdotto in Puglia.

Abbiamo seri dubbi che l’esplosione alla centrale di Baumgarten an der March, in Austria, uno dei principali hub europei da cui transita il gas in arrivo dalla Russia, sia stato accidentale. Troppi interessi in gioco. Troppo forte il bisogno di imporre il TAP in Puglia, che è sì, un breve tratto, ma decisivo nel progetto antirusso che ormai si svolge su più piani. Da quello politico a quello mediatico passando per quello economico.

Le forniture dalla Russia all’Italia erano state temporaneamente interrotte.  Il sito di Baumgarten è il più grande punto di ricezione di gas in Austria per il gas, il punto finale di una serie di condotte che arrivano principalmente dalla Russia e dalla Norvegia: riceve circa 40 miliardi di metri cubi di gas all’anno e lo ridistribuisce altrove in Europa, compresa la Germania e l’Italia settentrionale.

Per evitare problemi di questo tipo, basterebbe sdoppiare gli snodi, rendendo così il sistema meno fragile.

Ma le implicazioni sono tutte politiche.

Non per nulla, appena si è avuta notizia dell’incidente, il ministro Calenda non ha perso tempo, spiegando che “se avessimo avuto già oggi il Tap, non dovremmo dichiarare un’emergenza sull’approvvigionamento”. Vi opponete al gas che arriva da uno Stato nell’orbita del complesso militare industriale americano? Incidente. Così i prezzi del gas salgono, e il popolo cede.

Geniale un gasdotto che passa da Azerbaigian, Georgia e Turchia

Perché come spiega Nicola Porro sul Giornale, si tratta di realizzare “l’ultima tratta di un gigantesco gasdotto da più di 800 chilometri che dovrebbe portare nel 2020 il gas dall’Azerbaigian all’Italia. Sono otto modesti chilometri, interrati, senza alcun impatto visivo e ambientale, contro i quali un nugolo di fanatici sta facendo un gran baccano”. Cittadini che sono costretti a subire un’opera mastodontica per proteggere gli interessi, non italiani, ma di qualcun altro.

Perché è demenziale cercare di sostituire il gas in arrivo da un paese europeo e stabile come la Russia, con quello estratto in Azerbaigian e che ha questo percorso:

Risultati immagini per TANAP

Tutti paesi instabili dove un ‘incidente’ sarebbe e sarà molto più probabile che in Russia.

E’ vero che è giusto diversificare l’approvvigionamento energetico, ma questo progetto è puramente di natura politica. Si vuole ‘scollegare’ la Russia dall’Europa mentre si cerca di legarne il futuro e il benessere a paesi islamici come la Turchia e l’Azerbaigian.

 

E se per fare questo si deve passare sulla volontà dei cittadini, non importa, tanto sono un ‘nugolo di fanatici’.

C’era l’opzione South Stream, ma:

Hanno vinto gli interessi Usa: “South Stream è chiuso”




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