Tubercolosi in centro profughi, autorità tranquillizzano: “Normale, vengono da zone dove è endemica”



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DIFFUSIONE TUBERCOLOSI

Se non è la normalità poco ci manca. Di migranti che vengono trasferiti in ospedale per accertamenti sanitari ce ne sono ogni settimana, visto che nella base di Conetta ci vivono comunque circa 800 persone. “Tutti gli ospiti vengono sottoposti a profilassi preventiva – spiegano dalla cooperativa Edeco, che si occupa dell’ospitalità nel campo – in tanti provengono da zone dell’Africa in cui la Tbc è endemica“. Il trasferimento di un migrante giovedì all’ospedale Civile per ulteriori accertamenti per far luce sulla presenza o meno di un morbo contagioso, dunque, sarebbe da ascrivere alla normalità o quasi.

Ecco, la Tubercolosi nei centri profughi è la nuova ‘normalità’. Così vorrebbero tranquillizzare la popolazione.

La situazione nell’ex base, dove è presente un presidio sanitario fisso, appare fino a questo momento sotto controllo, anche alla luce delle ultime fuoriuscite. I trasferimenti, come disposto dal prefetto Carlo Boffi, continuano, anche se la polemica politica riguarda la risposta a una interrogazione parlamentare da parte del governo che sottolinea come “Conetta non verrà chiusa, ma alleggerita”. Uno scenario che cambia nella forma (ma evidentemente non molto nella sostanza) rispetto all’intesa che si era raggiunta per fermare i “marcianti” fuoriusciti da Conetta.

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“Come in ogni altro caso – ha riferito l’azienda sanitaria Ulss 3, che si sta occupando del paziente trasferito giovedì – il reparto di Malattie infettive si fa carico degli accertamenti necessari. Quando si evidenzia una patologia che lo richieda il reparto, in collaborazione con l’Igiene pubblica e secondo i consueti protocolli, attua le misure di profilassi eventualmente necessarie”.

Tutti questi esami li pagate voi. Ma tranquilli, loro poi ci pagheranno le pensioni.



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