Profughi si barricano in hotel perché c’è poca carta igienica



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Non sapevamo ne facessero uso, Comunque pulitevi con i 35 euro al giorno che spendiamo per mantenervi in hotel

Nuovo focolaio di proteste da parte di profughi, questa volta a Sant’Anna di Chioggia. Secondo i media locali il motivo della rivolta di cui abbiamo parlato ieri è stato la carta igienica.

Si sono barricati nella struttura che li ospita, un hotel, lamentando le scarse condizioni igieniche e altre carenze ma, il motivo principale, è stata la carta igienica. Sono intervenuti anche gli uomini – uomini…- della Digos, mentre all’esterno scoppiava anche una rissa tra i gestori dell’hotel e gli operatori della cooperativa Nuovo Mondo.

In particolare i migranti hanno chiesto che venisse allontanato il figlio del gestore. «Non vogliamo mai più che un operatore metta le mani addosso a uno di noi. Quando c’è un piccolo problema lui prende un ferro… come un bastone… è vero che siamo migranti, ma siamo animali? Noi prendiamo 65 euro al mese, dobbiamo pagarci la scuola (20 euro) e anche metà medicine», ha affermato il leader della protesta e portavoce dei profughi.

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Questi scansafatiche ci costano non 65 euro al mese, ma 35 euro al giorno: mangiano, bevono, dormono e hanno carte telefoniche prepagate, servizio lavanderia, sigarette e anche la paghetta per gli stravizi. Ma si lamentano che è troppo bassa e inventano pagamenti a ‘scuole’.

Stando al racconto dei fancazzisti il figlio del gestore avrebbe bastonato un senegalese in fuga dalla guerra in Siria perché aveva usato troppa carta igienica. Dopo le proteste e l’intervento delle forze dell’ordine pare che il figlio del gestore abbia preso le sue cose e abbandonato l’hotel. Gli ospiti della struttura sono 58, anche se i gestori avevano dichiarato che erano 35. I richiedenti asilo chiedono inoltre di lasciare l’hotel per essere trasferiti in appartamenti. Lunedì ci sarà l‘ispezione da parte dei tecnici dell’Usl e dei vigili del fuoco che dovranno verificare lo stato della struttura e toccare con mano le condizioni di vita. Le strutture che accolgono migranti, nella sola provincia di Venezia, sono cento.

Ladri quelli della coop. Ladri i gestori. Ladri i profughi. Vittime gli italiani che mantengono tutti e tre. E anche la Digos.



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