Gerusalemme, Islamici “bruciano” Trump: “E’ Satana” – VIDEO

Malgrado l’ondata di maltempo, in diverse località di Gaza e della Cisgiordania sono stati organizzati oggi cortei di protesta contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. Migliaia di fanatici si sono raccolti nella piazza del milite ignoto dove hanno scandito slogan ostili agli Stati Uniti.In flames: In Gaza Palestinians burned the U.S. and Israeli flags as Trump's announcement later on Wednesday was revealed

Sul web sono comparse immagini di Trump e bandiere americane date alle fiamme.

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Ahmed Abul Gheit, segretario generale della Lega araba, ha parlato di provocazione ingiustificata: “Mi stupisco che l’amministrazione Usa si sia invischiata in una provocazione ingiustificata della sensibilità di 360 milioni di arabi e di un miliardo e mezzo di musulmani allo scopo di dare soddisfazione a Israele”.

Anche il sultano turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha parlato durante una conferenza stampa congiunta con il re di Giordania Abdallah II, attacca Trump. Quest’ultimo ha sottolineato che Gerusalemme è “la chiave di qualsiasi accordo di pace tra israeliani e palestinesi ed è la chiave per la stabilità della regione”.

Il leader dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, insiste sulla necessità di mettere da parte le divergenze tra i palestinesi e lavorare per la “riconciliazione nazionale” per far fronte ai “gravi pericoli che corre la causa palestinese”. “Per garantire il successo della riconciliazione, abbiamo dato istruzione al governo affinché vada nella Striscia di Gaza e lavori a soluzioni per le sofferenze quotidiane del nostro popolo”. Abbas ha fatto appello alle fazioni e ai palestinesi in generale affinché si “concentrino sulle prossime sfide che deve affrontare il progetto nazionale sfruttando l’opportunità di realizzare l’unità nazionale”. “L’unità – ha insistito – è la vera risposta a tutti i tentativi volti a violare i nostri diritti garantiti dal diritto e dalle leggi internazionali”. Da parte sua Hamas sottolinea che “questa decisione implica l’annuncio ufficiale della fine del processo di pace”. Il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, sottolinea che “è un azzardo e non ci saranno limiti alla reazione palestinese, araba e musulmana”.



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