Islamico assalta casa consigliere anti-Moschea: perseguita i suoi familiari

Dieci giorni di minacce, danneggiamenti e squilli del campanello a qualsiasi ora del giorno e della notte. Si è concluso nella tarda serata di lunedì l’incubo per il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gioenzo Renzi, e per la sua famiglia, finiti nel mirino di un nordafricano. “Qui nessuno vede, nessuno sente e nessuno parla”, è l’amaro commento dell’esponente politico, residente a Borgo Marina. “Solo grazie al pronto intervento dei carabinieri – sottolinea Renzi – tutto si è concluso per il meglio”. Le molestie erano iniziate alla fine di novembre quando, un individuo, aveva iniziato a scampanellare ripetutamente alla porta del consigliere iniziando a proferire una serie di ingiurie legate alla sua militanza. “Quando rispondevo al campanello – prosegue il racconto di Renzi – mi sentivo dare del fascista di mer** e mi veniva intimato di non occuparmi della moschea di Borgo Marina della quale, da tempo, sto chiedendo un adeguamento“.

Oltre alle minacce, non sono mancati gli insulti anche alla moglie. “Frasi irripetibili all’indirizzo dei miei famigliari – aggiunge il consigliere comunale – sono state accompagnate al lancio di oggetti contro la mia porta. In una preoccupante escalation, nella notte tra sabato e domenica sempre la stessa persona si è impossessata di un pezzo di cordolo della rotatoria con via dei Mille e, versoi le 2.30, lo ha scagliato contro il portone d’ingresso facendo rimbombare tutta la casa. Oramai vivevamo nella paura, nonostante le denunce ai carabinieri, e nella notte tra lunedì e martedì, quando è tornato in azione, mio figlio lo ha rincorso e fermato mentre io, nel frattempo, ho chiesto l’intervento di una pattuglia dell’Arma”.

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A Borgo Marina sono così intervenuti i carabinieri che hanno bloccato un marocchino 38enne, regolare in Italia dal 1994, che ha iniziato a proferire una serie di frasi sconnesse sostenendo di essere amico del sindaco e del vice-sindaco. Il nordafricano è stato arrestato con l’accusa di minacce e danneggiamenti e, nella mattinata di martedì, processato per direttissima. Il giudice lo ha condannato a 1 anno e un mese, con la sospensione della pena, e il divieto di dimora a Rimini.

Delirante che si paghi la scorta alla Kyenge e poi si abbandoni a se stessa la famiglia di un politico minacciato da un fanatico islamico.



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