Malta: arresti per omicidio reporter Caruana, indagava sui traffici

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa da un’autobomba.

Donna scomoda che aveva portato alla luce il torbido giro di affari che investiva alcune grosse personalità dell’Isola. Tra di loro pare fosse invischiata anche la moglie dell’attuale premier. Le indagine svoltesi in questi mesi hanno portato nella giornata di oggi all’arresto di 10 persone sospette di avere avuto una parte nell’omicidio Caruana Galizia. La polizia ha tempo 48 ore per interrogare i 10 arrestati. Si spera che gli inquirenti formulino delle accuse circostanziate da poter presentare a un magistrato . A darne notizia è il Premier maltese Joseph Muscat, nel corso di una conferenza stampa a Castille.

Malta, morta in attentato giornalista che indagava sui traffici off-shore del premier

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I dieci arrestati sono tutti di origine maltese. Tra di loro ci sono anche facce giù note alla polizia dell’Isola. I 10 erano già sospettati di aver avuto parte nell’omicidio della 53 blogger e giornalista maltese.

Sono stati arrestati stamane nel corso di un blitz delle forze dell’ordine effettuato in diverse località di Malta, tra cui Marsa, Zebbug e Bugibba. Il Premier Muscat ha informato la stampa maltese, in quanto l’accaduto è di interesse nazionale. I sospetti al momento dell’arresto erano 8, saliti poi a 10 durante il resto dello svolgimento dell’operazione che ha visto la cooperazione di forze dell’ordine e servizi di sicurezza maltesi. Il blitz è il frutto delle recenti indagini. Tutti i sospetti sono legati pare a vario titolo all’omicidio della giornalista Caruana Galizia. Il blitz, ha tenuto a precisare il PM maltese, riguarda le persone che materialmente hanno costruito e piazzato la bomba. Le indagini continueranno per risalire ai mandanti dell’omicidio.

L’esplosivo usato dai suoi assassini era del semtex, un tipo di esplosivo militare non in uso a Malta. Presumibilmente portato di contrabbando.

La reporter era conosciuta per aver indagato sullo scandalo provocato dai Panama Papers e aver portato alla luce i file riguardanti Malta. Grazie al suo lavoro si apriva uno sguardo sul sotterraneo panorama degli affari illeciti nell’Isola. Scandalo che investiva membri dell’attuale governo maltese dell’opposizione. Tra i nomi sospetti, c’erano anche alcuni imprenditori italiani. I file descrivevano Malta come un meraviglioso paradiso fiscale, al pari di Panama. Una metà appetibile per evitare di pagare sovrattasse su patrimoni milionari, leciti o illeciti che fossero. Un giornalismo senza censura che le è costato la vita (un caso simile fu quello della russa Anna Stepanovna Politkovskaja). Diverse le reazioni dei colleghi e del pubblico che hanno denunciato il brutale omicidio della donna.



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