Trento fuori controllo, gli immigrati denudano i cadaveri

Condividi!

Sabato scorso i carabinieri di Trento avevano arrestato un africano mentre tentava di rubare i vestiti di un defunto, dentro la camera mortuaria dell’ospedale Santa Chiara, dopo aver minacciato i parenti che stavano vegliando la salma del loro caro. I militari dell’Arma erano intervenuti dopo che l’extracomunitario si era introdotto all’interno della struttura mentre i congiunti del defunto gli davano l’ultimo saluto. Il ladro aveva tentato di appropriarsi di alcuni indumenti che ricoprivano il corpo, dopo aver fatto allontanare i parenti spaventati con le minacce.

Quanto successo non è che l’ultimo di una lunga serie di episodi violenti che vedono quasi ogni giorno protagonisti in negativo delinquenti extracomunitari, spesso clandestini o richiedenti asilo, che seminano il terrore nel capoluogo e in tutta la provincia di Trento. Orde di africani che non rispettano nessuna regola e che non tengono nemmeno più conto del dolore dopo la perdita di una persona cara, sapendo di poter contare su una pressoché totale impunità, hanno ormai perso in ostaggio l’intera città che vive costantemente nella paura e nel terrore.

L’immediato intervento dei Carabinieri aveva portato immediatamente la situazione alla calma riuscendo a far uscire dalla sala mortuaria lo straniero che nel frattempo si era barricato all’interno. Lo stesso era stato poi portato presso la caserma di Via Barbacovi dove però erano iniziati i problemi. L’uomo, fin dalle prime fasi dell’identificazione, dapprima aveva rifiutato di fornire i propri dati e in un secondo momento aveva opposto resistenza ai militari i quali, solo grazie all’intervento di altri colleghi, erano riusciti ad interrompere la furia dell’uomo. Durante l’aggressione un militare era rimasto ferito abbastanza gravemente.

VERIFICA LA NOTIZIA

Il tunisino, dopo essere stato identificato e condotto in ospedale per accertamenti, era stato tratto in arresto e condotto presso il Carcere di Trento accusato del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Nella giornata di lunedì, il giudice ha convalidato il fermo presso il carcere di Spini di Gardolo in attesa del processo che è stato celebrato martedì pomeriggio. Il tunisino, che anche in questa occasione ha mantenuto un atteggiamento di mancato rispetto verso tutti, è stato condannato a sei mesi che dovrà scontare in carcere, solo perché privo di un domicilio.

Il mese scorso, invece, un giovane nordafricano, improvvisamente, senza nessuna motivazione, se l’è presa con la moto di un ragazzo che stava consegnando una pizza gettandola a terra.
Poi si è scagliato contro un primo autobus, fermo prima delle strisce pedonali, sfondando a testate i vetri. Completamente invasato e fuori di testa il tunisino ha divelto i vasi di fiori e i cestini che si trovavano in via Prepositura lanciandoli addosso ai passanti terrorizzati, per poi prendere a testate nuovamente i vetri dell’autobus dove la gente è stata colta dal panico.

Non contento e ormai completamente fuori controllo il giovane straniero si è poi diretto verso piazza Leonardo Da Vinci e dopo averlo sollevato un’enorme sasso lo ha scagliato contro un secondo autobus mandando in mille pezzi il parabrezza.

In questo frangente solo per miracolo nessuno si è ferito, ma una ragazza è stata colpita dai vetri, e una signora anziana è svenuta dalla paura.

I testimoni parlano di scene di ordinaria follia. Per fortuna fra i passanti erano presenti un carabiniere in borghese e Fabio Pipinato presidente del Cta Acli che con notevole sangue freddo, dopo aver allertato le forze dell’ordine, sono intervenuti e a fatica sono riusciti a bloccare l’energumeno. Poi sono arrivate le forze dell’ordine e il giovane è stato ammanettato e caricato su una macchina dei carabinieri e portato in caserma, mentre i due autobus hanno dovuto fare rientro in deposito ed essere sostituiti con altri mezzi con conseguenti disagi per i passeggeri.

«Questo è troppo – disse una ragazza presente sull’autobus – sono terrorizzata di essere molestata e derubata quando giro per strada ogni giorno ed ora mi accorgo che nemmeno sugli autobus sono al sicuro, una vergogna, questi sono incivili»




Lascia un commento