Il Cardinale ribelle: “Chiesa non appoggi Ius Soli, c’è già scisma di fatto”

Ora, il cardinale Raymond Leo Burke, uno dei firmatari dei dubia sull’esortazione Amoris Laetitia del Papa, esce allo scoperto. Dopo l’intervista di Mueller al Corriere, lui ne concede una al Giornale in cui delinea uno scisma. Parole gravissime.

Un estratto:

«Bisogna articolare la fede e la sua prassi in modo chiaro. Questo è il dovere di un pastore delle anime: proclamare, presentare e spiegare la fede in modo che risulti comprensibile ai fedeli in modo tale da non indurre alla confusione o persino all’errore».

Il cardinale Mueller si è spinto a parlare del rischio di uno scisma. Secondo lei questa è un’ipotesi possibile?

«Il pericolo di uno scisma c’è sempre quando aumenta la confusione ed è evitabile proprio attraverso la presentazione della fede in modo chiaro. Credo che Mueller abbia solo voluto segnalare un pericolo e non credo stesse suggerendo una cosa del genere. In ogni caso, ovunque io vada, trovo fedeli che amano la Chiesa, ma che sono preoccupati perché non capiscono come navigare in queste acque tumultuose».

A un anno di distanza dai dubia, si aspetta una risposta?

«Penso che a questo punto, dato che il Papa non ha ancora risposto, si possa interpretare il silenzio, e anche il non riscontro del ricevimento delle nostre comunicazioni, come un segno che il Papa in qualche modo non riconosce questi interventi come meritevoli e legittimi».

Molti fedeli chiedono a voi cardinali parole chiare…

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«Non penso che ci siano dubbi riguardo quello che penso, ma allo stesso tempo si deve avanzare la causa della Verità come dice San Paolo: Combattere la buona battaglia con giudizio e rispetto. Se qualcuno ha l’impressione che io stia difendendo la Verità troppo lentamente deve tenere in considerazione che la situazione è delicata. Io non vorrei mai far parte di uno scisma. Alcuni dicono: C’è già uno scisma non dichiarato. Ecco, io devo stare attento a non contribuire a una tale situazione».

Anche rispetto allo ius soli pare che la Chiesa abbia più sensibilità…

«Il ruolo della Chiesa non è promuovere una legge che tratta giudizi prudenziali sui quali uomini giusti possono avere diversi pareri: dobbiamo presentare l’ethos, per aiutare i legislatori a prendere le giuste decisioni. Per me è sbagliato che la Chiesa eserciti il ruolo di un partito in appoggio a una legge specifica in una questione che deve essere tenuta dentro il confine di un giudizio prudenziale. Diversamente, invece, deve accadere per le leggi relative alle questioni fondamentali della vita umana, come il matrimonio e la famiglia. In questo caso la Chiesa deve esporre i suoi principi morali, che escludono la violazione dell’inviolabilità della vita umana e dell’integrità del matrimonio. Sullo ius soli credo si debba essere prudenti a causa delle ripercussioni del provvedimento sull’identità di questo Paese».



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