Benetton e Toscani celebrano la sostituzione etnica degli Italiani – FOTO

Fate cheese…

La nuova campagna pubblicitaria Benetton, firmata dall’anti-italiano Oliviera Toscani, punta sulla sostituzione etnica. Lo fa con due scatti in una classe di una scuola elementare ‘italiana’ a Treviso, con 28 individui di 13 nazionalità diverse.

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Del resto la fissa del clan familiare globalista per eccellenza, è quello di sradicare i popoli dalla loro terra. Nulla di meglio, per farlo, che prima intontirli con campagne pubblicitarie stile ‘we are the world’. Poi, dopo, passano gli sgherri.

Lo sanno bene i Mapuche, il ‘popolo della terra’. La popolazione indigena vive fra Cile e Argentina. La loro storia è simile a quella di tante altre popolazioni native.

Se ne stavano nelle loro terre, finché non sono arrivati gli immigrati sui galeoni spagnoli a massacrarli con i germi e con l’acciaio, a privarli delle loro terre e di recente a costruire dighe, autostrade e realizzare piantagioni invasive. Si ripete quello che l’Italia arcaica ha già vissuto: il progresso. Ma questa è una digressione. Veniamo ai nuovi conquistadores, i Benetton.

Nel 1991, la famiglia Benetton ha acquisito per 50 milioni di dollari 900.000 ettari di terre dalla compagnia Tierras De Sur Argentino, principale proprietaria di terre nella Patagonia argentina. Acquisite le terre, la Benetton ha proceduto al ‘ricollocamento’ dei Mapuche, incompatibili con il progetto economico della famiglia apolide. Perché se qui agiscono propagandando il meticciato e la denatalità, non potendo ricollocare gli italiani da qualche altra parte, lì hanno più “libertà di azione”. Ma il principio non cambia.

Nelle terre dei Benetton vengono allevati 260mila capi di bestiame, tra pecore e montoni, che producono circa 1 milione 300mila chili di lana all’anno i quali sono interamente esportati in Europa. Nello stesso terreno sono allevati 16mila bovini destinati al macello.

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Ma i Mapuche sono una popolazione tutt’altro che arrendevole (vorrei vedere noi al loro posto cosa faremmo!), ed è così che iniziano una lotta incruenta contro i Benetton, lotta che si è acuita negli ultimi anni ed è sfociata nella ri-occupazione di parte delle terre loro sottratte. Ed è così che nella notte fra il 10 e l’11 gennaio scorso interviene la polizia argentina, a seguito delle denunce dei Benetton. Ed i resistenti Mapuche, raccontano, vengono picchiati, ammanettati e trascinati per i capelli; le loro case distrutte, i loro animali rubati o uccisi. Amnesty International Argentina ed altre ong hanno denunciato con forza l’ennesima violazione dei diritti umani. “Non lasceremo che ci caccino, piuttosto ci faremo bruciare”, ha detto uno dei leader della Comunità. La notizia da noi, come dicevo, non ha bucato il video, intenti come sono i nostri giornalisti a seguire le imperdibili vicende della Raggi.

I Benetton sono quelli della United Colors of Benetton, dei bimbi di tutto il mondo uniformati dalla loro moda, mischiati dalla globalizzazione nelle foto di Oliviero Toscani. Perché se in Patagonia eliminano un popolo cacciandolo dalla propria terra, qui mirano a farlo con la sostituzione etnica attraverso il meticciato. Mirano, personaggi come i Benetton, ad un mondo senza radici, perché chi ha radici resiste. Come i Mapuche.

Chi compra Benetton finanzia la sostituzione etnica e le bevute di Oliviero Toscani.



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