Renzi e Boldrini dopo Facebook vogliono censurare anche chi legge

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Prosegue la pretestuosa e ridicola polemica per l’episodio avvenuto a Como, dove un gruppo di giovani italiani è entrato nella sede di “Como senza frontiere”, a$$ociazione che si occupa di favorire la presenza dei clandestini in città portando loro i rifornimenti.

Per la presidenta della Camera, Laura Boldrini, serve “una mobilitazione civile, non possiamo permettere a questi gruppi di sporcare la Costituzione”. La Costituzione, genia, garantisce a tutti i cittadini la libertà di esprimersi, anche a chi non la pensa come te o come noi. Per Matteo Renzi, “su questi temi non devono esserci divisioni, ma la condanna è stata troppo timida”. Evidentemente, il cazzaro, dopo Facebook vuole proibire anche la lettura dei documenti a chi non la pensa come lui, ovvero il 75% degli italiani.

Per Giorgia Meloni, invece, quanto avvenuto a Como è stato “un atto di intimidazione, dunque inaccettabile, ma è ridicolo l’appello di Renzi. Si è trattato di un atto di intimidazione, non di un atto di violenza”.

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Per fortuna c’è Matteo Salvini: “Il problema dell’Italia è Renzi, non il fascismo che non può tornare. Ovvio che non si entra in casa d’altri non invitati e non è quello il modo di risolvere i problemi. Bene invece fanno i nostri sindaci che con azioni concrete combattono l’invasione di immigrati”.

Per inciso: quelli discutevano di come sollazzare i clandestini, non era una riunione tra scienziati su come sconfiggere il cancro. Gli altri hanno bussato, sono entrati, hanno letto un documento e se ne sono andati: se qualcuno si sente intimidito, torni all’asilo. Ma probabilmente è proprio l’opinione altrui ad intimidire certi personaggi.




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