Veneto, dal 2018 un presepe in tutte le scuole

Un presepe per ogni scuola e per ogni luogo istituzionale in tutto il Veneto: è questa la proposta del gruppo di Centro Destra Veneto approvata oggi in consiglio regionale, dove i consiglieri Andrea Bassi, Stefano Casali e Fabio Barbisan hanno richiesto al presidente Luca Zaia il finanziamento per realizzare rappresentazioni della Natività nei luoghi pubblici istituzionali.

“Il presepe non è un simbolo esclusivamente religioso, afferente alla tradizione cristiana: fa parte della nostra storia, entra nella storia dell’arte come in quella della pietà popolare. Sintetizza i nostri valori e rappresenta la famiglia, la concordia e la maternità”, spiega Bassi.

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“Nessuno mette in dubbio la laicità dello Stato e delle Istituzioni – prosegue l’esponente di centrodestra – asserendo che il Presepe rappresenta un simbolo religioso che potrebbe infastidire altre religioni rispondo che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il 18 marzo 2011, ha affermato il principio per cu il Crocifisso apposto nelle sedi pubbliche non ha nulla di coercitivo perché rappresenta un simbolo sinonimo di storia, cultura e tradizione.”

Ma dietro la scelta di Centro Destra Veneto c’è anche la volontà di contrastare il “multiculturalismo imperante”, nel cui nome “vengono occultati o vietati Crocifisso e Presepe, come anche canzoncine e recite natalizie”.

Da parte della Regione c’è l’assicurazione che dal 2018 si potrà partire: “Per quest’anno è troppo tardi perché l’assestamento 2017 è già chiuso – dice il vicepresidente della giunta e assessore al Bilancio, Gianluca Forcolin (Lega) – ma con l’esercizio 2018 potremo intervenire sia con i fondi dell’istruzione, sia con quelli della cultura”.

Come già abbiamo detto altre volte, è tutto giusto. Come è giusto vietare il burqa. Ma il problema di fondo è un altro: importiamo masse di immigrati. Quando hai un numero eccessivo di stranieri, il fatto che tu vieti il burqa o imponi i presepi è solo una battaglia di retroguardia. Si deve andare all’origine del problema: l’eccessiva presenza di immigrati.



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