Respinta a Fiumicino l’estremista palestinese Khaled, minacce

“Le autorità italiane hanno impedito all’attivista palestinese e membro della segreteria politica del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, Leila Khaled, l’ingresso in Italia e l’hanno costretta a imbarcarsi sul primo volo diretto in Giordania”.

È lo stesso gruppo ad annunciare come alla Khaled non sia stato permesso di entrare in Italia, dove era attesa per una serie di dibattiti “in occasione del 50esimo anniversario della nascita del Fronte”. La donna aveva partecipato a due dirottamenti nel 1969 e nel 1970. La Khaled avrebbe dovuto parlare a Napoli a un convegno sull’occupazione militare della Palestina e sul diritto alla resistenza, raccontando anche la sua esperienza personale. Non potrà farlo.

In riferimento alla notizia il Dipartimento della Pubblica Sicurezza precisa che “Leila Khaled è giunta ieri allo scalo aereo di Roma Fiumicino proveniente da Amman. Le normali procedure di verifica sulla regolarità dei titoli necessari per fare ingresso nel territorio nazionale hanno evidenziato come la Khaled fosse sprovvista di un visto Schengen in corso di validità”. “Pertanto – viene rilevato – così come previsto dalla normativa nazionale e internazionale Schengen, la donna è stata respinta alla frontiera e imbarcata su un aereo diretto ad Amman”.

Strano. Visto che il Pd ha diversi estremisti islamici al proprio interno.

“Il Fronte popolare sta seguendo attentamente la rabbiosa campagna sferrata da organizzazioni del movimento sionista e dalle forze della destra fascista e razzista in Europa nel corso degli ultimi mesi contro il Fronte popolare e contro la resistenza palestinese e libanese”, afferma il Fplp nella nota, secondo cui “la decisione delle autorità italiane fa parte di questa campagna”.

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Il Fronte ritiene che quella delle autorità italiane sia “una decisione politica per eccellenza e una presa di posizione a favore dello Stato d’occupazione (Israele, ndr) e della sua entità razzista” e “non esprime la posizione delle forze progressiste e democratiche né i valori del popolo italiano, che è contrario alle guerre, al razzismo, al fascismo e all’occupazione”.

Il Fplp assicura poi che “seguirà il caso del negato accesso della compagna Khaled a livello politico, mediatico e legale in collaborazione con gli amici e i sostenitori del Fronte in Europa in generale e in Italia in particolare”, ringraziando “tutte le voci, le personalità e i partiti italiani ed europei che hanno espresso la propria condanna per questa decisione ingiusta”.



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