Malagò, il genio delle piscine: “Senza ius soli abbiamo perso 4 milioni di atleti”



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Esilarante intervista del capo del Coni, appiccicato alla poltrona da anni.

“C’è qualcuno che cavalca certe cose per proprio tornaconto, come sulla legge per lo ius soli. Il mondo dello sport è da subito stato il portabandiera (della cittadinanza sportiva, ndr), ma non vuole essere strumentalizzato né tirato per la giacchetta. Sicuramente in Italia abbiamo una crescita demografica che è pari a zero e, guardando alle statistiche, negli ultimi 15 anni abbiamo perso 4 milioni e mezzo di potenziali atleti tra i 14 e i 19 anni”. Un dramma. Quindi secondo questo genio delle piscine, noi dovremmo dare milioni di cittadinanze ad afroislamici per qualche improbabile medaglia in più all’inverecondo business chiamato olimpiadi? Potremmo chiamarlo ‘più stupri e più medaglie’.

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“Oggi molte persone che risiedono in Italia – aggiunge il numero uno del Coni – non sono riconosciute come italiane e per questo non possono indossare la maglia azzurra. Ma lo sport non è né di destra né di sinistra, non può avere svantaggi: a tutti deve essere permesso di praticare la propria disciplina e bisogna lavorare per questo”. Sì, questa è l’urgenza: perché lo sport non è né di destra né di sinistra, ma Malagò è di sinistra. Anzi, lui è dove ci sono i soldi.

“E’ inaccettabile che i nostri figli siano a scuola con altri ragazzi – conclude Malagò – vanno a fare sport e magari questi ragazzi sono anche più bravi di alcuni dei nostri ma non possono competere ai vari livelli dei campionati o addirittura in alcuni casi indossare la maglia azzurra: questo non è giusto”. Non è giusto che un marocchino non indossi la maglia azzurra. Un’ingiustizia.

Non è strano che un affezionato amico dei palazzinari cerchi di favorire l’import di immigrati. E non è strano per chi da presidente del Circolo Canottieri Aniene, uno dei più prestigiosi della Capitale, ha preferito comprare atleti di altre zone come Federica Pellegrini, Josefa Idem e Alessandra Sensini, invece di fare sport dilettantistico vero, come sarebbe giusto per chi drena soldi pubblici.

Del resto, lui si occupa di auto di lusso attraverso Samocar, ha bisogno di autisti.

Ma in una cosa conveniamo con questo personaggio, la legge del ’91 è anacronistica: davanti all’invasione, mantenere la possibilità che gente come Barwah detto Balotelli diventi italiana, è un lusso che non ci possiamo permettere.



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