Condannato all’Aja per avere cacciato islamici, si uccide bevendo ‘cicuta’ in tribunale

Ha atteso la sentenza, poi se ne è andato come voleva lui

Non mi avrete vivo. Ribellione davanti all’illegale tribunale penale internazionale per i crimini di guerra in Ex Jugoslavia, dove l’ex leader croato in Bosnia Slobodan Praljak ha bevuto del veleno dopo che i giudici dell’Aja hanno letto la sentenza che confermava la sua condanna a 20 anni. Socratico.

“Slobodan Praljak non è un criminale di guerra”, ha urlato l’ex generale tirando fuori dalla tasca una piccola fiala marrone, “Mi oppongo a questa condanna con disprezzo”. “Il mio cliente ha detto di aver bevuto del veleno”, ha gridato il suo avvocato, mente l’udienza veniva immediatamente sospesa. Praljak è morto, come Socrate. L’ultima ribellione è sottrarre la propria vita al carnefice.

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I tribunali dei vincitori sono la più brutale forma di ‘giustizia’ sommaria.

Praljak è stato condannato per avere espulso dalla zona croata della Bosnia i musulmani.

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La Bosnia è ancora oggi una polveriera multietnica, uno Stato posticcio in cui convivono, si fa per dire, tre Stati: quello serbo, quello croato e quello musulmano.

Comunque la pensiate, quest’uomo aveva le palle. Generalmente ad averle sono i nazionalisti. O chi crede in qualcosa.



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