Kim c’è l’ha fatta, ha il suo ICBM: lanciato verso Giappone

La Corea del Nord ha lanciato un “missile balistico non identificato” dalla provincia meridionale di Pyongan verso est nelle prime ore di mercoledì (martedì sera in Italia).
Si è trattato di un ICBM, missile balistico intercontinentale. Lo ha reso noto il Pentagono. E’ stato lanciato da Sain Ni, nella Corea del Nord, ed ha viaggiato per circa mille chilometri prima di cadere nel Mar del Giappone, nella zona economica esclusiva (la zona di mare adiacente alle acque territoriali) del Giappone.

E in risposta al lancio del missile, le autorità militari sudcoreane preparano un’esercitazione missilistica “per un raid di precisione”. Kim non vuole fare la fine di Gheddafi o Saddam. Ed è ormai invulnerabile: ha la ‘bomba’ e il vettore con cui portarla a destinazione.

Gli interessi delle potenze sono divergenti. Se è vero che la Cina necessita di tempo per acquisire tecnologia e potenza economica, e quindi anela lo status quo per ancora un decennio, è altrettanto ovvio che non potrebbe mai accettare una Corea unita e alleata degli Usa. E questa è la garanzia migliore per Kim. Che però non è un avventuriero apocalittico, ma la testa di un regime che desidera solo conservare il potere, a meno che non si senta minacciato. Il nucleare è soltanto un’arma di dissuasione a scopo difensivo, visto cosa è successo a Saddam e Gheddafi, e cosa non è successo ad Assad solo per l’appoggio russo.
C’è un solo motivo per il quale Kim potrebbe compiere un atto sconsiderato: sentirsi con le spalle al muro. Per questo le continue minacce americane e l’invio di navi e sommergibili preoccupano. Perché sia chiaro, se i nordcoreani fossero al confine con il Messico, come gli americani sono sulla linea che separa le due Coree, anche a Washington sarebbero un tantino nervosi.



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