Bacia la moglie: «Non farlo, i profughi la guardano male»

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Un bacio alla moglie a Pordenone. Una signora che si avvicina e chiede all’uomo di smettere, perché dei «clandestini» lo stavano guardando male. «Ma figurati se a casa mia non posso baciare mia moglie per strada, che restino a casa loro queste merde!».

Tra gli oltre cento “mi piace” sono comparsi anche quelli del sindaco Alessandro Ciriani e dell’assessore Emanuele Loperfido. Non sia mai.

«Profughi… e il sindaco e l’assessore mettono un like» li ha subito attaccati Nicola Conficoni, capogruppo in consiglio comunale del Pd. «Anche se l’imbarazzante post è stato poi cancellato – ha proseguito Conficoni – il gradimento espresso dai nostri amministratori resta inaccettabile perché contribuisce a fomentare l’intolleranza. Certo non possiamo accoglierli tutti ma l’insulto, come il sequestro delle coperte di chi dorme al freddo, non aiuta a governare l’immigrazione». E, ancora secondo Conficoni, «le istituzioni non alimentino l’odio ma lavorino per coniugare le ragioni della sostenibilità a quelle dell’umanità».

In un tipico rovesciamento della realtà, non è imbarazzante che dei ‘profughi’ ti guardino male mentre baci tua moglie, ma che tu lo denunci.

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La risposta del primo cittadino: «Conficoni si concentra sulla parola offensiva ma non sul fatto che, se io bacio mia moglie, c’è qualcuno che mi può guardare male – ha replicato Ciriani –. Il bacio è un atto bello ed esprime amore: il fatto che qualcuno possa criticare questo comportamento non mi va giù. E questo indipendentemente se si tratta di un giapponese, un francese o chiunque altro. Per questo ho messo mi piace».




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