La fonte del NYT sulle fake news? Un dipendente di Renzi

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Sapete quale è stata la fonte dell’articolo del fu credibile New York Times sulle cosiddette fake news legate alla prossima campagna elettorale italiana?

Un dipendente di Renzi! Tal Andrea Stroppa, che si occuperà di censura digitale per il PD.

Contattato dal Corriere della Sera, questo Stroppa si dice convinto che “la propaganda digitale, che inventa o distorce la realtà a vantaggio di certi schieramenti politici, potrà condizionare in maniera decisiva il risultato delle prossime elezioni”.

Invece, un giornale americano che come fonte in un articolo contro Lega e M5S, cita il dipendente di un partito politico di governo è credibile e non distorce. Ma pensa.

Lo stesso dipendente del PD ha fatto parte di Anonymous. Ma siccome era ‘minore’ ha ottenuto il perdono giudiziale. E’ passato da Anonymous al PD. Anonima politica.

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Insomma, ora non solo Boldrini, anche il PD ha il suo killer digitale. Se vi sembra normale che un partito assoldi qualcuno per diffamare chi scrive notizie contro quello stesso partito, allora siete elettori del PD.

In sintesi, abbiamo giornali stranieri che sono la punta di diamante dei poteri globalisti che usano dipendenti del PD come fonti per articoli contro partiti di opposizione.

E abbiamo autoproclamatisi ‘debunker’ che si mettono al servizio del partito di governo. E che ci dicono che l’emergenza democratica non sono la Rai e tutti i giornali, ma il blog di Grillo e il Populista. Abbiate il pudore di andare a…

Ps. Se per errore vi capiterà di imbattervi in qualche articolo in cirillico, tranquilli, non sempre facciamo in tempo a tradurre le veline che Vladimir ci invia dal Cremlino. E comunque avvisateci: il nemico ci guarda! до свидания.




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