Elezioni 2018: Facebook mette in campo task force contro diffusione notizie anti-PD

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Dopo il poco presentabile BuzzFeed:

Il Sistema, per lanciare l’allarme delle ‘fake news’ in Italia, ha deciso di spendere un nome prestigioso, almeno alle orecchie degli esterofili italiani, il New York Times:

Anche il New York Times lancia l’allarme fake news in Italia.
Il prestigioso quotidiano d’Oltreoceano ha dedicato una lunga inchiestra al rischio di bufale finalizzate al condizionamento delle opinioni dei cittadini in vista delle prossime elezioni politiche.
Il nostro Paese sarebbe il prossimo obiettivo di una strategia di destabilizzazione che ha già influenzato gli elettori di Olanda, Francia, Usa e Gran Bretagna.
E c’è di più, perché per il Nyt il nostro Paese è “l’anello debole”, potenzialmente in grado di mettere a rischio l’integrità della Ue.
L’inchiesta del Times, come altre inchieste che si sono occupate del tema, ha messo in luce i legami tra i vari siti che puntano ad alimentare le proteste dei gruppi anti-estabilishment.
E tutti o quasi sarebbero riconducibili ad attivisti vicini alla Lega o al Movimento 5 Stelle.
Il codice identificativo per la pubblicità di Google (Google adsense) di molti dei siti che spacciano fake news sarebbe lo stesso della pagina ufficiale del movimento Noi con Salvini, che poi è lo stesso di una pagina web a supporto dei 5 Stelle e di altre pagine a favore di Vladimir Putin.
Noi con Salvini si è rifiutato di commentare, mentre i pentastellati hanno spiegato che si tratta di pagine create da fan e dunque non direttamente riconducibili al Movimento.
Facebook – secondo le indiscrezioni del New York Times – avrebbe deciso di schierare una task force tutta italiana per vigilare sulla diffusione delle fake news.

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Ma perché, i vari siti del gruppo Espresso, piuttosto che quelli riconducibili alla Rai o a Mediaset non sono tutti legati allo stesso fornitore di pubblicità? Questa è una tipica caccia alle streghe di chi è nel panico.

Perché qui la questione è un’altra. Non sono le bufale che interessano questi ‘giornali’. Lo si comprende da questa frase:

E c’è di più, perché per il Nyt il nostro Paese è “l’anello debole”, potenzialmente in grado di mettere a rischio l’integrità della Ue.

Lo confessiamo. Noi vogliamo mettere a rischio l’integrità della Ue. Anzi: vogliamo proprio farla fuori. E abbiamo il diritto di farlo. Ma, secondo i media di distrazione di massa, se hai questo obiettivo sei ‘fake news’.

Lo scorso anno, il New York Times, una volta prestigioso quotidiano – oggi non più, ma comunque da sempre megafono dell’intellighenzia globale – è stato impegnato per mesi in una pacchiana campagna per ‘fermare Trump’ e portare Clinton alla Casa Bianca.

Ma come mai, al di là dell’essere l’organo globalista per eccellenza, il NYT è così impegnato nel disperato tentativo di affondare Trump e, ora, di impedire l’avanzata populista in Europa?

Segui il denaro, diceva qualcuno. E il denaro porta, dritto dritto, al megamiliardario messicano Carlos Slim azionista di riferimento del New York Times, al quale l’attuale proprietario deve, inoltre, una cifra che supera il valore del giornale.

Ora. Voi dovete sapere che il buon Carlos è diventato ricco grazie alle telefonate degli immigrati messicani che vivono negli Usa verso casa. Molti di questi immigrati, circa 15 milioni, sono clandestini. Sulle telefonate, essendo Slim monopolista in Messico, la sua società carica cifre da capogiro. E’ talmente lucroso, per lui, il sistema, che ha acquistato il fu prestigioso New York Times per perpetuarlo. Dall’acquisto, il NYT è diventato infatti ‘stranamente’ strenuo difensore dell’immigrazione. E ora non può che essere ‘terrorizzato’ da colui che vuole fermare il traffico di ‘telefonisti’ lungo il confine e rimpatriarne qualche milione.

Basta seguire le briciole, per comprendere i motivi che spingono giornali, multinazionali e media a perorare il ‘mondo senza frontiere’ e attaccare chi vuole cambiare le cose. Loro sono fake news.

C’è poi una inquietante minaccia: Facebook – secondo le indiscrezioni del New York Times – avrebbe deciso di schierare una task force tutta italiana per vigilare sulla diffusione delle fake news

Che tradotto significa che metteranno i galoppini venezuelani di Boldrini a decidere quali notizie potranno essere diffuse su Facebook nel tentativo di fare vincere il PD.




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