Il Belgio si vuole riprendere la Grande Moschea di Bruxelles, covo di estremisti

La Grande Moschea di Bruxelles è stata inaugurata nel 1978 a spese della casa dei Saud, il clan padrone dell’Arabia Saudita. Il Belgio offrì un affitto gratuito per 99 anni e lo status di associazione internazionale senza scopo di lucro. Fu l’atto di nascita dell’influenza del salafismo saudita in Belgio. Che poi, ovviamente, si è nutrito di immigrazione. Da lì poi è cresciuto il tumore islamico nel cuore del Belgio. Da lì Molenbeek. .

Ora il Belgio si è pentito. Un tantino in ritardo. E vuole cancellare la convenzione con Riad del 1969. Una delegazione belga si è recata pochi giorni fa con questo scopo nella capitale saudita. Dopo aver appaltato di fatto la gestione del culto musulmano alla Lega islamica mondiale, braccio ideologico e finanziario del panislamismo saudita, il Belgio vuole riprenderne il controllo. Una commissione parlamentare d’inchiesta, costituita dopo gli attacchi dello scorso anno, ha definito una «minaccia per lo Stato di diritto» la predicazione «salafo-wahabita» che si dipana dalla Grande Moschea e ha concluso che bisogna ridimensionarla. Ad alimentare queste preoccupazioni, hanno contribuito anche le dichiarazioni molto ambigue a proposito del rispetto del principi della Costituzione belga, rilasciate da due dirigenti della Moschea, durante la loro audizione davanti alla commissione.

E’ la stessa gestione della Grande Moschea di Roma:

Chaouki, il Marocchino del PD è presidente Grande moschea di Roma

Anche allora l’immigrazione era lontana a venire. E chi approvò quell’insano progetto non vide lontano. Ma i sauditi avevano programmato tutto.

Il direttore del Centro Islamico, Khalid Alabri, venne espulso per il suo ruolo nella diffusione della dottrina estremista salafita. Un altro imam è stato cacciato di recente per le sue prediche incendiarie.

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Il segretario di Stato belga alle migrazioni, Theo Francken, del Partito nazionalista fiammingo, ha detto in un tweet che rifiuterà da questo momento «ogni importazione di imam» e che «l’influenza straniera deve diminuire».

Ovviamente servirà a poco prendere il controllo della moschea controllando cosa vi viene predicato. Ne nasceranno abusive. Le moschee sono solo l’aspetto esteriore del problema. Il problema è la presenza degli immigrati islamici. Non dobbiamo riprendere il controllo delle ‘moschee’, ma del territorio. Delle nostre nazioni.



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