Guardia giurata applica metodo Duterte: uccide spacciatore tunisino e poi lo brucia

La vittima, noto spacciatore, aveva subito una condanna definitiva per spaccio di stupefacenti.

SOLUZIONI DRASTICHE – Una guardia giurata, Marco Longo, è stata fermata per l’omicidio di Hamdi Fathel, delinquente tunisino 32enne trovato carbonizzato a Piombino il 20 novembre. L’omicidio per il furto del telefonino. Il giustiziere si trovava in un centro estetico di Venturina.

NON HA RETTO AL SENSO DI COLPA – Aveva già confessato ad amici intimi i particolari del delitto, non ce la faceva più a vivere con quel rimorso. Longo, 33 anni, vive a Livorno. Dopo l’interrogatorio ha dato una sua versione dei fatti che, come ha spiegato il procuratore, è stata riscontrata dagli elementi acquisiti: ha abbattuto il tunisino con due colpi di pistola al petto mentre era ancora in piedi e uno alla testa.

Quest’ultimo colpo ha trapassato il cranio e Longo ha potuto recuperare il proiettile facendolo sparire dal luogo dell’omicidio. Una versione, questa, che poteva sapere soltanto l’assassino e che corrisponde con l’esame Tac che il medico legale ha effettuato sul cadavere. Ha poi confessato inoltre il taglio preciso delle monete messe sugli occhi della vittima (monete da 20 centesimi) probabilmente nel tentativo di depistare le indagini. Dopo l’omicidio dice di aver cercato dappertutto il suo telefonino. Solo dopo averlo trovato avrebbe deciso di dar fuoco all’appartamento perché non si trovassero tracce che potevano ricondurre a lui.

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La notte dell’omicidio Longo è andato a casa del tunisino con l’intenzione di riprendersi il telefonino, armato di una Beretta 7.65 modificata da un silenziatore artigianale, perché sapeva che il nordafricano era armato di coltello. I due avevano avuto un grosso litigio per la somma corrispondente al valore del cellulare. La vittima, noto spacciatore, aveva subito una condanna definitiva per spaccio di stupefacenti.



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