DirettaNews replica al linciaggio mediatico, e svergogna i giornali

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L’editore di DirettaNews replica al vergognoso linciaggio mediatico a cui il gruppo Web365 è stato sottoposto, con la pubblicazione del demenziale articolo del giornale di gossip – e ci andiamo leggeri – BuzzFeed.

Vox non ha alcun legame né con il giornale né con il gruppo editoriale in questione, ma abbiamo un debole per la libertà di espressione. E odiamo chiunque tenti di sopprimerla.

Abbiamo anche un debole verso chi, da solo, si trova a respingere un branco di cani rabbiosi che sentono il sangue.

Per questo riportiamo la replica in modo integrale e la facciamo nostra: perché la condividiamo in modo totale. I media di distrazione di massa, spesso di qualità infima e in cerca di click con donnine nude e titoli demenziali, vogliono uccidere nella culla i siti di informazione indipendenti. Per arrivare a questo, sono pronti a tutto: delegittimare assoldando prostitute digitali è la loro strategia.

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Come i giornali “immacolati” hanno mentito su DirettaNews

Pochi giorni fa il sito statunitense BuzzFeed pubblicava un articolo – inchiesta  sul nostro gruppo editoriale, Web365, descritto come una realtà volta a diffondere fakenews sui social. La notizia è stata prontamente ripreso da molte testate giornalistiche italiane che hanno rilanciato i contenuti dell’articolo, acriticamente, consapevoli di colpire una realtà editoriale improvvisamente sotto assedio. Ci sarà tempo, luogo e modo per replicare alle accuse mosse dai diretti competitor, che hanno provocato, come potevano ben immaginare, un danno d’immagine ed economico inquantificabile a colleghi e alle loro famiglie, riportando tesi senza controllo e volontà di riscontro. Qui a noi preme far capire i presupposti errati da cui è partita la pretesa inchiesta di BuzzFeed e l’estrema, temiamo voluta, superficialità con cui è stata riferita.

Un esempio di notizia indicata come “falsa” che ha provocato la lapidazione di Web365 da parte dei colleghi di Repubblica, Corriere, Stampa, Post  e di “Democratica” – il sito d’informazione del PD, e non avevamo dubbi sul loro interesse a partecipare al pestaggio – è stata quella relativa ad una notizia su una cura per i tumori pubblicata da DirettaNews: “Incredibile, 10 minuti ed il tumore sparisce” titolo e notizia derisi da Repubblica con questo commento: “Dalle fakenews al copia e incolla, il network italiano delle bufale”.

Ebbene, questa notizia, che colleghi giornalisti hanno indicato come emblematica di pretesi “falsi” di Web365 fu diffusa dall’autorevole agenzia giornalistica Adnkronoscon questo titolo: “Ecco l’ago che scioglie i tumori in 5 minuti” e ripresa da molti. Scriveva sullo stesso argomento il Messaggero: “Tumore, l’ago incandescente lo scioglie: il primo intervento in soli 10 minuti”; il Giornale titolava: “Tumori, in Italia l’intervento rivoluzionario, sciolto il cancro in 10 minuti”. Sullo stesso tema Repubblica, che ora ci accusa di falso, pubblicava anni prima questa notizia: “Tumore al pancreas bruciato in 30 minuti”.

In cosa differiscono questi pezzi rispetto all’analogo articolo di Diretta? In nulla. Se la  notizia, o una analoga, è data da “Repubblica” (e da altri) è autentica, ma quando è Direttanews a scriverne la notizia diventa un fake.

Questo è un approccio non professionale: una falsificazione del dato di realtà, una diffamazione grottesca e consapevole che ha trovato credito e spinta ulteriore presso la terza più alta carica dello Stato. La Presidente delle Camera, Laura Boldrini parlando del caso ha accusato Diretta di diffondere “notizie false su cure mediche”. Falso.

E ora parliamo un attimo di BuzzFeed che accusa DirettaNews di clickbait e notizie spazzatura. Volete un paio di esempi del genere di notizie che solitamente pubblica il giornale americano? Eccoli:

Non sembra neanche il caso di commentare. Ebbene, BuzzFeed che pubblica notizie di questo tenore scopre all’improvviso di avere una vocazione al giornalismo “d’inchiesta”, all’etica, e crea il “caso Direttanews”.
BuzzFeed diventa così una fonte indubitabile, che non necessita di riscontri ulteriori: il contenuto dell’articolo viene immediatamente ripreso e rilanciato dai giornali italiani.
E noi dobbiamo credere che la pretesa “inchiesta” non sia stata indotta da qualcuno, che doveva servirsene per tentare di far fuori questa piccola, libera e scomoda realtà editoriale?

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Che Repubblica, il Post e il sito di propaganda del PD si permettano di accusare altri di fake news, è tipico della strategia marxista del rovesciamento della verità. Su Boldrini, nemmeno ci esprimiamo, lei è una bufala vivente.

Solidarietà a DirettaNews. Vergogna ai cani rabbiosi del ‘giornalismo’. Non avete più il monopolio dell’informazione: abituatevi.




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