Bimba molestata dai profughi sul bus della scuola, impietrita



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Molestata dal solito profugo sull’autobus della scuola. Un trauma enorme, di quelli che non si possono cancellare, quello vissuto da una ragazzina di Isernia.

Come ogni mattina la piccola è salita sul pullman che dalla periferia del capoluogo conduce al terminal. Dopo qualche fermata è salito il solito gruppo di ospiti di uno dei centri di accoglienza temporanei presenti sul territorio comunale. L’autobus era pieno e, stando a quanto riferito dalla dodicenne, uno dei ragazzi stranieri gli si è avvicinato. Troppo, palpeggiandola.

In un primo momento ha pensato che fosse un atto involontario, dovuto al fatto che il mezzo pubblico era pieno di persone. Dopo però ha capito che il gesto del era voluto. Alcuni suoi amici si sono accorti di quel che stava accadendo e hanno difeso la loro compagna.

In un primo momento la minorenne ha tenuto per sé quello che era accaduto. Ma era un peso troppo grande da sopportare e così ha deciso di raccontare tutto alla mamma e al papà. Sono stati proprio i genitori della piccola a rivolgersi alla nostra redazione per denunciare l’episodio, preferendo, almeno per ora, non rivolgersi alle forze dell’ordine per evitare un altro trauma alla figlia, già duramente provata per quanto accaduto.

«Quello che è successo a nostra figlia – hanno sottolineato i genitori della bambina – è orribile ed è l’esempio di una situazione divenuta insostenibile. Soltanto qualche giorno fa l’autista di uno dei pullman è stato costretto a fermarsi perché due migranti si sono picchiati. I bus – hanno aggiunto – sono sempre strapieni perché oltre che dagli studenti e dai pendolari, vengono utilizzati dagli ospiti dei centri di accoglienza. Per questo abbiamo sollecitato gli amministratori comunali affinché vengano aumentate le corse. Almeno per il momento abbiamo deciso di non rivolgerci alle autorità competenti. Se però in tempi stretti non avremo risposte concrete e risolutive, denunceremo l’accaduto in Procura».

La denuncia va fatta comunque, cazzo. Quel bastardo molestatore deve essere, quantomeno, espulso. E un magistrato che leggesse questo articolo deve procedere d’ufficio a notizia di reato.

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Detto questo. Continuiamo a lasciare che questi fancazzisti usino i bus dei bambini. Magari facciamo come fanno alcuni delinquenti che si spacciano per sindaci e che, addirittura, glieli affidano con progetti di ‘accompagnamento’. E’ un delirio.

E anche fossero tutti dei gentlemen, cosa che non sono, già la presenza di un numero massiccio di individui mette a dura prova il settore dei trasporti urbani. O vogliamo fare come i paesi del terzo mondo, con gente stipata su treni e bus come bestiame?

Il numero non è potenza. E’ degrado. La qualità è potenza.



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