Conetta, profughi ancora insoddisfatti: “Non ci siamo proprio”, arrivano i bus

Non sono ancora soddisfati gli africani in fuga dalla guerra in Siria e ospiti della base di Conetta, nel veneziano, che stanno dando vita a una ‘marcia’ di protesta. I giovani viziati hanno accettato la mediazione del Prefetto di Venezia Carlo Boffi che li aveva invitati a ritornare sui propri passi promettendo case e un alleggerimento della struttura.

Gli ‘irriducibili’, diventati 69 dopo che a un primo gruppo si sono aggiunti quanti erano stati sistemati a Jesolo, anche loro profondamente scioccai dall’accoglienza ricevuta in Italia, hanno lasciato così il centro civico di Malcontenta (Venezia) dove avevano bivaccato durante la notte.

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Ma tranquilli, su interessamento della Carita$ passeranno la notte nella sede della Cooperativa Cssa di Spinea, sempre nel veneziano, dove saranno trasportati con un pullman e due pulmini. Tra i migranti, in rivolta da giorni, si sono registrati alcuni presunti malori, in due casi si è proceduto al ricovero in ospedale per uno a Mestre e per l’altro a Dolo. Attesa per domani un’ulteriore incontro per trovare una soluzione che i migranti ritengano alla loro altezza.

A proposito, nella foto in alto il trasferimento in bus dei ‘rivoltosi’ di Conetta qualche mese fa trasferiti a Bologna. Noterete i ‘volontari’ della Carita$ in mascherina. Ci domandiamo: ma se non portano malattie, e tra l’altro questi non sono sbarcati ieri, ma l’anno scorso, che senso hanno quelle mascherine?



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