Parroco spranga le porte della chiesa ai profughi in marcia: “Non c’è posto”

Ormai dilaga la protesta dei parroci contro Bergoglio. La chiesa di Piove di Sacco, Padova, ha chiuso la porta ai giovani fancazzisti africani che ieri mattina avevanoo lasciato l’hub di Conetta, nel veneziano pretendendo di essere ospitati dal parroco della cittadina padovana come accaduto ad altri 200 di loro la notte scorse in diverse parrocchie venete:

Africani di nuovo in marcia, fallita trattativa con prefetto: “Italia no buono”

Giunti in serata a Piove di Sacco, però, stavolta hanno trovato le porte sprangate.

La diocesi, si dice sorpresa dalle pretese dei fancazzisti. Non capiscono, questi bergogliani, che quando dai all’africano in fuga dalla guerra in Siria un dito, lui vorrà tutto il braccio: “I richiedenti asilo sono sollecitati da alcuni esponenti del sindacato USB a lasciare comunque l’hub di Conetta, senza dialogare in maniera costruttiva con la Prefettura di Venezia, che ha la responsabilità della loro presenza nel territorio e il panorama di possibilità concrete e fattibili di ricollocazione. Come Chiesa non possiamo accettare strumentalizzazioni, né tantomeno – cosa ancor più grave – che i giovani che escono dall’ex base di Conetta vengano illusi di trovare comunque un alloggio e una sistemazione alternativa, quando invece rischiano di perdere anche i pochi diritti acquisiti: l’assicurazione di un tetto e di un pasto. La Chiesa sta lavorando per l’accoglienza diffusa, che vede come unica strada umana e dignitosa per un’integrazione sostenibile. I fatti di questi giorni dimostrano tutta la fragilità delle macroaccoglienze. Un’accoglienza dignitosa può realizzarsi, infatti, in maniera virtuosa se istituzioni, politica, realtà ecclesiali e società civile operano ognuno per le responsabilità proprie. Da parte sua la Chiesa di Padova rispetto alle macroaccoglienze sta da tempo collaborando con le istituzioni affinché queste situazioni vengano superate a favore di soluzioni più dignitose.
Questa volta, dopo lunghe ore di dialogo e trattative, siamo, nostro malgrado, costretti dalle circostanze e dal contesto a dire no e a non aprire le porte, anche perché a questo gruppo di giovani è comunque data la possibilità di tornare a dormire a Cona. In ogni caso si sta facendo il possibile per ristorarli al di fuori delle strutture parrocchiali e sono stati aperti i servizi igienici del patronato, ma non può passare l’idea che forzare la mano e porsi al di fuori delle regole sia la soluzione a un problema che ha contorni di complessità enormi e che chiede l’intervento delle istituzioni prima di tutto. È una scelta per noi dolorosissima, che abbiamo comunque condiviso con l’amministrazione
comunale e che abbiamo fatto pensando anche alle altre centinaia di persone che sono nelle basi. Quanto sta accadendo in queste ore sottolinea anche l’inadeguatezza di queste modalità di protesta, che rischiano di amplificare i problemi e la situazione dei richiedenti asilo”.

VERIFICA LA NOTIZIA

Pietosi. Avete sobillato insieme a USB gente che vive a sbafo da anni, ora vi sorprendete perché vi scambiano per i loro zerbini: lo siete. Avete trasformato la notte scorsa le chiese in bivacchi di afroislamici, ora vi lamentate perché questi esigono il bis. Sciocchi. Ma non ci faremo trascinare nel baratro dal vostro folle buonismo che di cristiano ha nulla. Aiutate il prossimo, invece del fancazzista.

Ps. A voi sembra normale che carabinieri e poliziotti debbano scortare per strada i fancazzisti col trolley?



Lascia un commento