Ema: Se ne vanno Tavecchio e Mugabe, Gentiloni no

E così il PD è riuscito nell’impresa di perdere un’assegnazione scontata. Alle ‘palline’.

Il governo parla di “beffa”, il premier Gentiloni accusa Madrid e la “scelta” di Berlino di puntare su Bratislava.

Intanto però Tavecchio se ne va, si dimette (notizia di poco fa) anche il centenario Mugabe, ma Gentiloni e compagnia rimangono dove sono. Nonostante l’ennesimo fallimento.

Maroni svela: “Ho sentito Gentiloni che era molto arrabbiato, perché dice che la Spagna ha votato per Amsterdam, le rivalità, le ripicche prevalgono sulla strategia. Peccato. Vorrà dire che sosterremo più fortemente la Catalogna nella sua richiesta di autonomia e indipendenza”.

La Lega deve decidere cosa vuole fare da grande: essere il partito dei Maroni, europeista, o quello di Salvini. Perché non si può essere anti-Ue e poi sperare nel trasferimento in Italia di una sua agenzia. E’ un controsenso.

Per non dire che, con EMA a Milano avrebbero guadagnato i soliti. E sarebbero stati danneggiati i soliti. Solo la presenza di centinaia di euroburocrati avrebbe fatto schizzare il costo degli affitti.

Ma visto che il nostro governo si era impegnato, una volta fallito se ne deve andare. Come Tavecchio. Come Mugabe. Anche perché l’Italia finanzia l’apparato UE con 5 miliardi di euro l’anno: il triplo dell’Olanda.

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A Bruxelles Amsterdam e Copenaghen (arrivata al rush finale) avevano schierato i loro ministri degli Esteri, Halbe Zijlstra (nella foto, ndr) e Anders Samuelson, mentre l’Italia era rappresentata dal sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi. Qualcuno avrebbe voluto lì Alfano, ma pare non ci fosse posto per la poltrona sull’aereo.

“Tutti parlano di una beffa e di uno sfortunato sorteggio – affermava ieri l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Marco Valli – la verità è che Milano, da favorita sulla carta con la proposta migliore, non è riuscita a vincere. È evidente che, nonostante la Brexit, l’Italia appartenga ancora alla serie B del Continente. D’altronde siamo stati rappresentati per oltre 20 anni da Governi di centro destra e centro sinistra, i quali hanno accettato tutti i compromessi europei spesso penalizzanti per l’Italia e basati su logiche diverse da quelle dettate dal merito e dal buon senso, ultima questa sull’Ema. Preoccupa inoltre sapere che un indotto di circa 2 miliardi di Euro sia stato spostato da una monetina dall’Italia all’Olanda. La leggerezza con cui l’Ue prende le decisioni è sintomatica di un modello che non funziona e che i Governi non riescono a cambiare”.

Anche qui, ci si chiede dove sia finito il MoVimento contro la Ue. Ormai pensano tutti a fantomatici ‘indotti’ dovuti alla presenza di enti burocratici UE. Strutture elefantiache che tolgono libertà ai cittadini.

In un mondo ideale, l’Italia ha la sua agenzia per il farmaco. E la sua moneta. Nel mondo in cui viviamo, invece, euroburocrati ad Amsterdam decideranno con quali farmaci dobbiamo curarci.



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