Torino: primi alloggi nuovi per gli spacciatori e abusivi ex-Moi

Vergognoso. A Torino è partito il trasferimento dei clandestini che occupavano da anni, abusivamente, le palazzine olimpiche ex-moi. Si tratta per lo più di spacciatori, ma anche di stupratori di ragazzine italiane disabili.

Il trasferimento era stato annunciato da Appendino:

Torino, 67 abusivi trasferiti in case popolari

Ha preso il via questa mattina, a Torino, il trasferimento dei primi abusivi dall’ex Moi, il villaggio olimpico da tempo occupato da spacciatori, stupratori e abusivi.

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Le operazioni prendono il via dalle cantine. I primi abusivi verranno collocati in case messe a disposizione dalla Diocesi di Torino. Poi si passerà a case popolari – come annunciato da Appendino – e altre case con il finanziamento della Fondazione San Paolo, quella che con la banca prende i soldi dei contribuenti e poi li utilizza per ospitare fancazzisti.

“Per ora sta andando tutto bene – afferma Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8 -. È stato portato avanti un progetto condiviso con gli occupanti, che già da ieri sono stati informati del trasferimento. Questo è un primo passo per la liberazione delle palazzine e la loro restituzione al quartiere”.

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Nelle palazzine dell’ex villaggio olimpico di Torino 2006 vivono in tutto circa 750 abusivi. Invece di rimandarli in Africa, danno loro le case.

Il progetto Moi – acronimo di Migranti Opportunità Integrazione – è stato messo in campo con Prefettura, Comune di Torino, Regione Piemonte, Città Metropolitana, Diocesi e Compagnia di San Paolo. Una manica di delinquenti.

Che premia chi spaccia, occupa abusivamente e protegge gli stupratori di una bambina italiana disabile. Ci fate schifo Appendino, Chiamparino, Nosiglia, Minniti e compagnia belante.

Ma nonostante i nuovi alloggi, come a Conetta, gli abusivi ex-Moi non sono soddisfatti.

Hanno infatti eretto una barricata fatta di forni, vecchie reti e pneumatici. Molti degli stranieri che abitavano il seminterrato degli edifici di quello che fu il villaggio olimpico sono già stati trasferiti a bordo dei pullman forniti dalla protezione civile verso le case della diocesi. Perché la curia di Torino ha molte case, ma non le dà agli Italiani.

Ma altri immigrati si rifiutano di lasciare quella che per anni è stata la loro casa abusiva. Fuori dalla rampa che porta sottoterra presidiano l’area i vigili del fuoco, la protezione civile e alcuni rappresentanti del Comune di Torino, che cercano di convincere i clandestini a salire sui pullman.

Sono sessantotto quelli trasferiti questa mattina dall’ex Moi con dieci pullman messi a disposizione dal Comune a spese dei contribuenti. Tre le destinazioni scelte: Cottolengo, traforo del Pino e via Lascaris. Quest’operazione è solo l’inizio di un piano di smistamento che proseguirà nei prossimi mesi a spese della collettività: per anni hanno occupato abusivamente e molti di loro spacciato, in premio non li rimandano in Africa, danno loro case nuove.



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