Israele espelle 40mila clandestini africani, scaricati in Uganda

Il governo di Israele ha votato ieri la prossima chiusura del suo centro di detenzione per immigrati, e annunciato un accordo per espellere i 40.000 clandestini africani che sono entrati nel paese illegalmente. Per questo il centro non servirà più.

Il governo ha approvato all’unanimità la chiusura del centro di Holot (nel sud del paese) e ha dato ai migranti presenti illegalmente in Israele tre mesi di tempo per lasciare il paese, altrimenti saranno deportati a casa loro.

Secondo dati ufficiali ci sono 38.043 clandestini africani, tra cui 27.494 eritrei e 7.869 sudanesi.

La loro presenza a Tel Aviv e in altre parti del paese ha provocato malcontento nella popolazione che è stato accompagnato da violente reazioni contro i crimini degli immigrati.

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Parlando domenica prima del voto, Benjamin Netanyahu ha osservato che dopo aver costruito una barriera sul confine egiziano ed avere già espulso circa 20.000 migranti africani attraverso accordi con paesi terzi, Israele ha raggiunto una terza fase: “espulsione accelerata”.

“Questa espulsione avviene attraverso un accordo internazionale che ho concluso”, ha detto durante l’incontro settimanale del suo gabinetto.
“Questo ci permetterà di chiudere Holot”, ha aggiunto, riferendosi al centro di detenzione nel deserto del Negev, che può ospitare fino a 1.200 clandestini.

Israele ha già firmato accordi con il Ruanda e l’Uganda: manderà lì i clandestini. In cambio paga. Costa molto meno che mantenerli in Israele e, sicuramente, molto meno dei danni che farebbero in Israele.

Noi no. Noi non possiamo firmare questi accordi, sarebbe ‘nazista’. Oh, aspetta: ma allora gli Ebrei israeliani sono nazisti? No, semplicemente fanno quello che non non riusciamo più a fare: i propri interessi.



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