Giornalisti, conduttori e centri sociali a libro paga dei Servizi segreti, scoperta la lista

“BpVi leaks“. In Banca Popolare di Vicenza, l’istituto di credito finito sotto la lente per crisi bancaria, i servizi segreti italiani avevano diversi conti correnti, e forse è per questo che la vigilanza di chi doveva vigilare non è stata così serrata.

Nicola Borzi de Il Sole 24 Ore ha visionato gli estratti conto, i documenti riguardano operazioni bancarie condotte fra il 2009 e il 2015. In totale si parla di 1600 movimenti, per un controvalore di 642 milioni.

La maggior parte delle movimentazioni riguardano alti dirigenti di Aisi e Aise (i servizi segreti, rispettivamente, interni ed esterni), importanti funzionari del ministero degli Interni e papaveri della Polizia di Stato. I nomi non sono forniti, ma nella lista fanno capolino anche uomini della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e della magistratura.

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Normale amministrazione della cosa pubblica si direbbe, non fosse che accanto ai loro nomi figurano anche quelli – e anch’essi non forniti – di “autori e registi – spiega Borzi – di fortunatissimi programmi di infotainment di tv nazionali private, conduttori di trasmissioni di successo sulla radio pubblica” e perfino fumettisti “vicini al mondo dei centri sociali”. Tutti a libro paga dei servizi segreti, par di capire. Non è dato sapere perché, né al momento sembrano chiari i motivi di queste, chiamiamole così, collaborazioni che hanno dato vita a movimentazioni bancarie con beneficiari che rispetto esigenze degli 007 nostrani dovrebbero essere molto distanti. Almeno in teoria.

Sarebbe interessante sapere chi sono questi registi, attori, conduttori e rappresentanti dei centri sociali a libro paga dei Servizi Segreti, e quindi del Deep State. Perché renderebbe palesi i motivi della loro propaganda.

I rapporti tra servizi e i mondi dell’informazione e dello spettacolo/cultura non sono nuovi, la Cia è nota per avere finanziato film, registi e per avere posseduto interi settori dell’informazione, secondo alcuni è all’origine della nascita dei social network come Facebook (perfetto per raccogliere informazioni da utenti volontari). E altrettanto noti sono i rapporti tra servizi e cosiddetti ‘antagonisti’, altrimenti non si comprenderebbe la foga dei centri sociali nello spaccare tutto quando il governo in carica è in crisi di consensi.



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