Per i migranti il bus è gratis, e loro si sentono padroni

«La decisione di concedere ai richiedenti asilo e ai profughi presenti in Trentino tessere per il trasporto pubblico gratuito ha innescato una serie di problematiche che l’amministrazione non deve sottovalutare» – A dirlo è il consigliere provinciale della Lega Maurizio Fugatti che ricorda anche che «oltre agli episodi di violenza fisica e verbali a danno dei controllori e del personale di Trentino Trasporti e Trenitalia sulla tratta trentina, si registra anche un utilizzo massiccio degli autobus da parte di profughi nell’abitato di Rovereto».

Il tutto parte dalla denuncia di molti cittadini che hanno denunciato che la presenza di questi ultimi, in particolar modo sui mezzi che passano e conducono a Marco – essendo qui presente il centro di accoglienza – risulta in alcuni casi eccessiva; addirittura venti o trenta persone a fermata.

«In questo modo i cittadini che usufruiscono del mezzo sulla linea non soltanto riscontrano scarsità di posti ma temono anche per la loro sicurezza, – aggiunge ancora Fugatti – in particolar modo donne e ragazze che temono aggressioni o altro nelle ore serali. Tenuto conto che il trasporto è sì pubblico ma che gli utenti trentini pagano per poterne usufruire e che episodi di violenza fisica e verbale non sono poi così rari come si vorrebbe far credere»

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Sulla questione il consigliere provinciale ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale per sapere quante tessere di trasporto pubblico (libera circolazione in tutto il Trentino) sono state rilasciate dall’inizio dell’accoglienza ad oggi, se abbiano una scadenza (e in quali casi avviene il rinnovo dell’abbonamento) e se corrisponde al vero che la tessera sia anonima e per quale motivo.

Fugatti chiede anche chi controlla le entrate e le uscite dal campo e se all’insaputa dei profughi vengano condotte delle ispezioni nel centro per verificare la presenza di sostanze stupefacenti ed alcool.



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