AFRICANI IN MARCIA VERSO VENEZIA BIVACCANO NELLE CHIESE SU ORDINE PREFETTO

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Le parrocchie al tempo di Bergoglio sono le caserme delle truppe africane. Perché di questo si tratta: di invasori. A meno che non siate così demente da credere che fuggano dalla guerra in Siria, che tra l’altro è finita.

Bivaccheranno nei patronati di parrocchie i giovani maschi africani in marcia verso Venezia, per protestare contro le condizioni di accoglienza, definite “non dignitose per la dignità umana”, presenti nell’Hub di Conetta, a Cona, nel veneziano. Marciano nel cuore del Veneto, con le forze dell’ordine (ma quale ordine?) che li scortano e chiudono le strade al loro passaggio: non sia mai che vengano investiti da auto ‘razziste’.

La soluzione è stata comunicata dal prefetto Carlo Boffi, al termine di un colloquio telefonico con il Patriarcato, ai manifestanti che hanno accolto la notizia con urla di gioia e grida come “viva l’Italia”. “Il patriarca di Venezia – ha detto il prefetto ai manifestanti – ha dato disponibilità di alcune parrocchie della zona (Mira, Oriago, Borbiago e Gambarare) per accogliervi in modo di passare la nottata in un posto caldo”.

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Questo sarebbe un prefetto del governo italiano. Che sobilla degli occupanti trovando loro bivacchi durante una marcia illegale verso una città italiana. A casa questo governo di abusivi e poi a casa tutti i suoi prefetti. Al prossimo governo chiederemo l’abolizione della figura del prefetto: senza pensione. Tanto hanno mangiato abbastanza alle spalle degli italiani.




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