Scappa con l’amante africano e abbandona i figli senza soldi



Un esempio di come, ormai, la legge sia amorale e lo Stato, con i suoi apparati, al servizio della feccia della società:

L’operazione che ha permesso ai carabinieri di Riccione di scoprire un sequestro di persona era partita, sabato scorso, in seguito a una serie di accertamenti sul mancato pagamento di un albergo di Rimini. In viale D’Annunzio una pattuglia dell’Arma della Perla Verde si era vista sfrecciare una vettura con, appeso alla portiera tra l’abitacolo e l’asfalto, una persona di colore. Il veicolo, una Mazda proveniente da Rimini, è stata bloccata e, all’interno, le persone hanno opposto resistenza rifiutandosi di uscire dal mezzo. Sui sedili posteriori è stata trovata una donna che, urlando, era bloccata da due uomini che la trattenevano mentre il ragazzo, appeso alla portiera, stava cercando di chiamare le forze dell’ordine. Portati in caserma, si è così potuto ricostruire quello che era un sequestro di persona lampo partito in un hotel di viale principe di Piemonte a Miramare.

La donna, una 45enne in vacanza col compagno keniota 34enne in Riviera, era stata rapita dai figli e dal dipendente della ditta di cui era intestataria. Gli inquirenti dell’Arma hanno così ricostruito che la donna, insieme al nuovo fidanzato, era al centro di un’accesa lite familiare legata anche agli interessi economici per la conduzione dell’azienda di famiglia situata nel milanese. Lo scorso gennaio, secondo quanto emerso, i figli avevano cercato nuovamente di rapire la madre ma, la prontezza del keniota, aveva sventato il tentativo. La signora, da oltre un anno, aveva abbandonato con l’amante il tetto coniugale pur rimanendo intestataria delle aziende. Durante la vacanza in Riviera, la 45enne e il nuovo compagno avevano lasciato dei conti in sospeso negli hotel e, i titolari delle strutture ricettive erano risaliti fino alla famiglia della donna. Marito e figli, che la cercavano proprio per le questioni economiche legate alle loro attività, sono entrati in allarme e i due ragazzi, con un dipendente, hanno organizzato il raid che, sabato, ha visto mettere in scena il rapimento.

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Ad essere arrestati, con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso, sono stati un dipendente dell’azienda di famiglia 49enne e i due figli della donna, un 24enne e un 16enne.

Si sentiranno orgogliosi i funzionari delle forze dell’ordine di questa operazione. Hanno salvato la ***** e messo in carcere questi due poveri ragazzi in balia di una madre che non è semplice definire rimanendo nei termini del buongusto.



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