Sciocchezze in Vaticano: no armi nucleari, mondo più libero



“Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per il disarmo integrale” è il tema del documento con le conclusioni preliminari della Conferenza sul disarmo nucleare, promossa dal dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. L’evento, svolto in Vaticano da venerdì con leader religiosi e politici, Premi Nobel, esponenti di società civile e organizzazioni internazionali si è chiuso con le parole del card. Peter Turkson, prefetto del dicastero, che ha letto le conclusioni che hanno sancito riflessioni e tracciate linee del futuro impegno per disarmo, sviluppo, pace. Architrave dell’atto è il collegamento tra disarmo e sviluppo integrale. A proposito si fa più volte riferimento al magistero di papa Francesco secondo cui “tutto è collegato”. Da questo principio derivano riflessioni e priorità d’intervento enunciate da Turkson dove si ribadisce la condanna di “uso e possesso” di armi nucleari, “strumenti indiscriminati e sproporzionati di guerra”.

Tipiche conclusioni da bambini della scuola materna. Un mondo senza armi nucleari è follia: sarebbe un mondo estremamente meno pacifico di quello attuale, con guerre continue anche nel mondo evoluto. Perché verrebbe a mancare l’unico deterrente.

Nessuno ha notato che l’Europa occidentale non ha più visto una guerra – almeno escludendo quella attuale che è asimmetrica – dall’invenzione della bomba nucleare. L’eventualità di un confronto atomico rende di fatto ridotta al lumicino l’eventualità di una guerra di conquista da parte di una nazione avanzata contro un’altra: perché alla peggio, l’altre sgancerebbe la ‘bomba’, e nessuno vincerebbe.

Senza ‘bomba’, Urss e Usa si sarebbero sicuramente affrontate in Europa dopo la seconda guerra. Solo l’equilibrio nucleare rese questo evento di fatto impossibile. Solo l’equilibrio nucleare ha ‘pacificato’ l’Europa. Non altro.



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