Roma: Zingari occupano un intero palazzo, condomini rimangono fuori – VIDEO



La situazione è degenerata e sembra ormai senza controllo. Gli zingari dell’accampamento degli stupratori di via Salone hanno occupato un intero palazzo in via Lauri 15 che, adesso, la cooperativa “Inventare l’abitare” sta presidiando senza sosta per bloccare l’accesso ad altri rom.

“Da 15 anni – spiega Dario Biagetti – aspettiamo che il Comune di Roma termini finalmente i lavori per consegnarci il palazzo che ci siamo aggiudicati tramite bando pubblico. Quello che è accaduto stanotte era inevitabile”.

Una trentina di rom, provenienti dal campo di via di Salone, ieri alle 23.00 ha fatto irruzione in quest’edificio di Centocelle. Qui al civico 15, in un ex scuola media, è in atto uno dei pochissimi progetti di autorecupero della Capitale. In pratica il Comune mette a disposizione immobili di sua proprietà abbandonati, effettua lavori su parti comuni e i cittadini vincitori del bando si fanno carico degli appartamenti interni. Mancava poco, pochissimo alla consegna. In tanti lo sapevano, evidentemente anche chi ha occupato la struttura.

“Noi – racconta Bruno Papale della Cooperativa Inventare l’abitare – più di 15 anni fa abbiamo vinto un bando e dal 2008 stavamo aspettando la consegna del palazzo. Aspettavamo la convocazione del Campidoglio per sbloccare gli ultimissimi lavori: mancano 40.000 euro. Ora speriamo che quest’occupazione non pregiudichi tutto”. Papale è solo uno dei 19 assegnatari che da anni aspetta che la situazione si sblocchi. Appena appresa la notizia, insieme agli altri, si è precipitato sul posto, avviando un presidio spontaneo.

VERIFICA LA NOTIZIA

“Non vogliamo scatenare nessuna rivolta”, spiega un assegnatario tanto buono. “Avremmo gioco facile a prendere il megafono e a fomentare il razzismo. Non vogliamo però scatenare nessuna guerra tra poveri. Chiediamo solo che la legge venga rispettata”. Allora aspetta e spera.

Hanno chiamato il presidente del V municipio Giovanni Boccuzzi che ha fatto sapere di essere impegnato in una domenica in famiglia, scatenando una risata di amara rassegnazione all’inerzia e all’incapacità dell’amministrazione e al conseguente dover far da soli: “Ci ha promesso soluzioni entro domani”.



Lascia un commento