Uomo castrato in un centro profughi: dilaga violenza



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In Baviera, un immigrato musulmano di 47 anni, ospite di un centro profughi a Eggenfelden, ha castrato un profugo ucraino di 28 anni, che poi è morto dissanguato. In seguito è emerso che il kazako era stato violentato dall’ucraino, che era stato spalleggiato da un gruppo di migranti ceceni.

Ma è solo la punta dell’iceberg di una violenza che sta dilagando nei centri profughi tedeschi e di tutta Europa.

I crimini violenti, tra cui omicidi, stupri e aggressioni fisiche, dilagano nei centri di accoglienza per profughi in Germania, come del resto in Italia. Lo si scopre da notizie trapelate da un rapporto di intelligence. Le autorità tedesche, che sembrano incapaci di frenare la crescente ondata di violenza, hanno giustificato la mancata informazione dell’opinione pubblica circa la portata del problema invocando il diritto alla privacy degli autori dei reati.

Gli esperti avvertono da tempo che ospitare insieme in alloggi affollati migranti di etnie e religioni differenti è terreno fertile per la violenza: ma allora cosa accade, quando ospiti etnie e religioni differenti nel territorio nazionale?

Il report, reso pubblico dal quotidiano Bild, era stato richiesto da Markus Ulbig, il ministro dell’Interno della Sassonia, land in cui sono stati accolti nei centri di accoglienza più di 40 mila migranti. Secondo il documento, nel 2016, all’interno di queste strutture, si sono registrati dieci casi di omicidio o di tentato omicidio, nonché 960 aggressioni fisiche, 671 casi di lesioni personali gravi, sette stupri, dieci casi di molestie su minori e 268 casi di traffico di droga. Nel report si parla anche di centinaia di episodi di furto, coercizione, rissa, incendio doloso e aggressione alle forze di polizia.

Queste violenze sono continuate nei primi sei mesi del 2017, nei quali si registrano un numero in crescita di omicidi, più di 500 aggressioni fisiche e centinaia di furti.

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Complessivamente, in tutta la Germania, durante i primi nove mesi del 2016, sono stati segnalati circa 40 mila reati – quasi 150 al giorno – perpetrati all’interno dei centri profughi, secondo quanto riportato in un altro rapporto trapelato dall’Ufficio federale della polizia criminale (Bundeskriminalamt, BKA). Questi crimini riguardavano 17.200 aggressioni fisiche, 6.500 furti, 510 violenze sessuali e 139 casi di omicidio o di tentato omicidio.

Gli osservatori dicono che questo è solo la punta dell’iceberg, poiché la maggior parte dei reati non viene denunciata per paura di vendette. Il BKA non rende pubblici i dati sulla criminalità all’interno delle strutture di accoglienza e non ci sono state altre fughe di notizie a riguardo. Ma voci non confermate indicano che i crimini compiuti dai migranti sono endemici in tutta Germania.

Particolarmente numerosi le aggressioni di cosiddetti profughi islamici siriani ai danni di veri profughi cristiani (pochissimi) fuggiti dalla persecuzione islamica in Siria: in Europa abbiamo importato i carnefici invece delle vittime, che così continuano ad essere perseguitate anche da noi.

In Baviera, un immigrato musulmano di 47 anni ospite di un centro profughi a Eggenfelden ha castrato un profugo ucraino di 28 anni, che poi è morto dissanguato. In seguito è emerso che il kazako era stato violentato dall’ucraino, che era stato spalleggiato da un gruppo di migranti ceceni.

La società multietnica dà il meglio di sé all’interno dei centri profughi tedeschi. Ma anche in quelli italiani.



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