Profughi in strada: “Non vogliamo cibo ma soldi”



Profughi in protesta a Enego, Vicenza. Quasi trenta richiedenti asilo che soggiornano in un delizioso condominio (foto) in via Val di Fabbro, affittato in attesa di ricevere la documentazione necessaria per iniziare una nuova vita, sempre a spese degli italiani, hanno dato vita a una protesta.

Il centro di accoglienza di via Val di Fabbro

Esigono, gli africani in fuga dalla guerra in Siria, soldi in contanti. Non quella cosa chiamata cibo che, per loro, in fuga dalla fame, è inutile.

Una prima protesta era avvenuta giovedì scorso, quando la direttiva sulla gestione dei fondi destinati all’approvigionamento alimentare è stata messa in atto e prevede che ai fancazzisti venga fornito cibo e non contanti: intollerabile.

Così, già lunedì, i 27 richiedenti asilo avevano inscenato una protesta fino a quando una loro rappresentanza è stata accolta in municipio dal sindaco. Che ha dovuto spiegare a gesti la normativa ai suoi nuovi concittadini.

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E stamani la scena si è ripetuta: vogliono la paghetta, non il cibo.



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